Il REC riparte da Detroit. Il 19 settembre @carlcraignet torna in Via Campana per l’apertura della nuova stagione del club di Pozzuoli, affiancato da @jesooria e dal b2b tra @jaderemoville e @giuseppe_amoruoso. La notte comprende anche un programma espositivo sviluppato con @nrmagazine, che presenta “Selected Stories, Images & Printed Works from the Archives”, con VISIVA by @peest0.
A un anno dall’inaugurazione dello spazio, la nuova apertura mantiene insieme le direttrici sulle quali @recnapoli ha costruito il progetto: club music, arti visive e ricerca all’interno dei 1.100 metri quadrati di un ex complesso industriale di Pozzuoli.
INFO
instagram.com/rec_napoli
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JADE REMOVILLE b2b GIUSEPPE AMORUOSO
EXHIBITIONS
NR MAGAZINE — “Selected Stories, Images & Printed Works from the Archives”
PEESTO — “Visiva”
BIGLIETTI
“The room opens with Detroit.” La coordinata scelta dal REC per il 19 settembre porta direttamente a Carl Craig, una delle figure che dagli anni Ottanta hanno contribuito all’evoluzione del linguaggio techno della Motor City.
La sua formazione parte dall’elettronica europea di Kraftwerk e Depeche Mode, ma soprattutto dall’impatto della prima generazione di Detroit — Juan Atkins, Derrick May e Kevin Saunderson — su un musicista cresciuto in una città dove jazz, soul e funk costituivano già un patrimonio musicale diffuso. Le prime produzioni arrivano attraverso Psyche e BFC: “Crack Down” esce su Transmat, mentre “Evolution” viene pubblicato su Fragile, costruendo già all’inizio degli anni Novanta un’identità distinta all’interno della nuova elettronica americana.
Dopo la breve esperienza di Retroactive, Craig fonda Planet E Communications, piattaforma decisiva per comprendere il resto del suo percorso. Il primo titolo del catalogo è 69 — “4 Jazz Funk Classics”: già nel nome e nella struttura del progetto emerge l’idea di una techno capace di assorbire altre grammatiche senza perdere il rapporto con Detroit. Planet E diventerà negli anni uno spazio anche per artisti come Stacey Pullen, Moodymann e Kenny Larkin, sviluppando ulteriormente il rapporto tra radici della città e sperimentazione.
La moltiplicazione degli alias è una parte essenziale di questo metodo. Con 69 Craig esplora le componenti più astratte e futuriste della propria produzione; con Paperclip People costruisce una relazione più diretta tra ripetizione, groove e pista, consegnando alla techno lavori come “Throw” e “The Climax”. Con Innerzone Orchestra, fondato nel 1992, il rapporto con il jazz diventa invece strutturale: “Bug in the Bassbin” mette Craig al lavoro con musicisti provenienti da formazioni legate anche a Sun Ra e all’Art Ensemble of Chicago.
Quella traiettoria prosegue attraverso album come “Landcruising” e “More Songs About Food and Revolutionary Art”, ma anche fuori dal formato strettamente club. Nel 2008 Craig lavora con Moritz von Oswald a “ReComposed” per Deutsche Grammophon; successivamente “Versus” porta parte del suo catalogo verso una riscrittura orchestrale. Nel 2000 è inoltre tra i fondatori del Detroit Electronic Music Festival, antecedente dell’attuale Movement.
Più che una successione di deviazioni, il catalogo di Craig racconta quindi una stessa idea mantenuta per oltre tre decenni: la techno come struttura aperta, capace di confrontarsi con jazz, soul, funk, musica orchestrale e sperimentazione elettronica continuando a parlare dalla propria città.
REC: 1.100 MQ PER CLUB MUSIC, ARTE E RICERCA
È dentro questa traiettoria che Craig arriva nuovamente al REC Napoli.
Aperto nel settembre 2025 in Via Campana, il REC occupa oltre 1.100 metri quadrati di un ex complesso industriale di Pozzuoli. Il progetto nasce da un team napoletano under 35 con l’idea dichiarata di trasformare uno spazio industriale rimasto inutilizzato in un hub culturale indipendente, facendo convivere musica, arte, ricerca e produzione contemporanea.
La scala dello spazio è una parte sostanziale del progetto. Il club non viene pensato come unico centro dell’attività: dimensione musicale, spazio espositivo, live performance e ricerca visiva vengono sviluppati all’interno dello stesso contenitore. È un’impostazione che consente alla programmazione elettronica di entrare continuamente in relazione con fotografia, installazione, immagine e pratiche artistiche differenti.
Questa impostazione era leggibile già dalla prima apertura. Nel settembre 2025 Carl Craig inaugurava la componente musicale mentre il fotografo berlinese Sven Marquardt portava per la prima volta in Italia “Disturbing Beauty”. Nello stesso programma trovavano spazio l’artista digitale Alessandro Malossi e una performance live jazz. Fin dall’inizio, quindi, la costruzione del REC non separava rigidamente club night ed exhibition programme.
Un anno dopo quella struttura rimane riconoscibile. Craig torna nella club room, mentre NR Magazine porta il proprio archivio editoriale nello spazio espositivo. Più che aggiungere una mostra a una notte techno, il programma continua a lavorare sulla sovrapposizione tra linguaggi differenti all’interno dello stesso edificio.
È anche questa dimensione a collocare REC in una storia locale più ampia: un ex spazio industriale trasformato in infrastruttura per la club culture contemporanea, con la pista come elemento centrale ma non esclusivo del progetto.
JESOORIA: DALLA CONSOLLE ALLA CURATELA
All’interno della stessa struttura si muove Jesooria, DJ, producer e curator con base a Napoli, founder e art director di Henge.
Il suo percorso pubblico prende forma dal 2022, anno in cui nasce Henge come serie di eventi curati e successivamente come record label. Il progetto diventa progressivamente uno strumento attraverso cui collegare selezione artistica, produzione e costruzione della pista, mentre il rapporto continuativo con REC porta questa attività direttamente dentro la programmazione del club.
Il profilo di Jesooria non si esaurisce quindi nel DJing. La sua attività attraversa produzione e curatela, con Henge utilizzato come piattaforma per costruire programmi e connessioni intorno alla techno contemporanea. Resident Advisor descrive infatti Henge come un resident format del REC e documenta una programmazione che negli ultimi mesi ha portato nello spazio artisti come Rene Wise, Héctor Oaks, Polygonia ed Ellen Allien, insieme allo stesso Jesooria.
Sul piano musicale, il suo approccio evita una definizione unica della techno: ritmo, tensione e progressione vengono utilizzati come elementi per costruire il movimento della pista, con set pensati per cambiare intensità e direzione piuttosto che aderire a una formula fissa. È una logica che trova una prosecuzione naturale nel lavoro curatoriale di Henge.
La sua presenza nell’opening assume così un peso diverso da quello di un semplice support locale: Jesooria appartiene alla programmazione che REC sta costruendo dall’interno e rappresenta il punto di contatto tra DJing, produzione, curatela e sviluppo di una piattaforma radicata nella scena napoletana.
Il programma musicale del 19 settembre comprende inoltre il b2b tra Jade Removille e Giuseppe Amoruoso.
NR MAGAZINE: L’ARCHIVIO ENTRA NEL CLUB
Parallelamente al club programme, NR Magazine w/ REC Napoli presenta “Selected Stories, Images & Printed Works from the Archives”.
Il progetto porta all’interno del REC una selezione di storie, immagini e materiali stampati provenienti dall’archivio editoriale della rivista. La cover associata all’opening ritrae Suzanne Ciani, fotografata da Yudo Kurita per NR 19 — “The Detour Issue” del 2025.
La componente visiva è affidata a VISIVA by Peest0.
Club programme ed exhibition programme tornano quindi a occupare contemporaneamente Via Campana. Da una parte Carl Craig e una linea che parte dalla storia della techno di Detroit per continuare a modificarne il linguaggio; dall’altra una struttura locale che prova a far convivere pista, curatela e produzione visiva senza ridurle a programmi separati.




