Macklemore fuori, gli altri lasciano il tour

Macklemore fuori, gli altri lasciano il tour

Dopo la rimozione del rapper dal “Loop Tour” di Ed Sheeran, Aaron Rowe, Lukas Graham e Finneas rinunciano alle rispettive date. Anche Beoga, la band che accompagna Sheeran dal vivo, lascia gli show negli Stati Uniti.

La rimozione di Macklemore dal “Loop Tour” di Ed Sheeran ha prodotto un secondo sviluppo. Nel giro di poche ore Aaron Rowe, Lukas Graham e Finneas hanno annunciato separatamente il ritiro dalle date nelle quali avrebbero dovuto partecipare come support act. Anche i Beoga, gruppo irlandese che accompagna Sheeran durante parte dello show, hanno comunicato che non prenderanno parte alle restanti date statunitensi. La sequenza è stata ricostruita da Associated Press, Guardian, Los Angeles Times, Hollywood Reporter e Pitchfork.

I ruoli non erano però gli stessi. Rowe e Lukas Graham avrebbero sostituito Macklemore nelle restanti date negli Stati Uniti; Finneas era invece atteso nella successiva leg sudamericana. I Beoga non erano un altro opening act: durante il tour eseguivano diversi brani all’interno dello show di Sheeran, compresi alcuni pezzi co-scritti con lui.

Tre support act e una band

Le quattro decisioni arrivano attraverso dichiarazioni autonome, con motivazioni differenti ma diversi punti di contatto.

Finneas ha annunciato il proprio ritiro sostenendo che gli artisti non debbano essere silenziati quando intervengono in favore degli oppressi e dichiarando il proprio sostegno alla popolazione palestinese. Aaron Rowe, pur descrivendo Sheeran come un amico e riconoscendo l’importanza che ha avuto nella propria carriera, ha collegato la decisione alla storia irlandese e ha criticato la possibilità che grandi disponibilità economiche possano condizionare le voci degli artisti.

Un tema che ritorna nello statement dei Lukas Graham, che contestano l’idea che il denaro possa stabilire chi abbia diritto di intervenire nel dibattito pubblico o quali sofferenze possano essere riconosciute. I Beoga hanno invece sottolineato contemporaneamente due aspetti: l’amicizia e la collaborazione con Sheeran, che dura da oltre dieci anni, e il proprio impegno come membri fondatori di Irish Artists for Palestine.

Non è quindi necessario trasformare i quattro ritiri in una singola azione organizzata per riconoscerne la convergenza. Tre support act e una band direttamente coinvolta nello show hanno scelto separatamente di non proseguire nelle date previste dopo la rimozione di Macklemore.

Macklemore: il messaggio e la scala

La posizione di Macklemore sulla Palestina precede il “Loop Tour”. È un elemento centrale dello statement pubblicato dal rapper dopo la propria esclusione.

Macklemore sostiene di aver espresso posizioni analoghe pubblicamente per quasi tre anni e si domanda perché le conseguenze siano arrivate proprio adesso. La sua interpretazione è che non sia cambiato il contenuto del messaggio, ma la sua scala: portarlo all’interno degli stadi americani durante il tour di uno degli artisti più grandi al mondo avrebbe modificato il livello di esposizione e, di conseguenza, quello delle pressioni intorno alle sue parole. Hollywood Reporter ha riportato estesamente questa ricostruzione dopo la pubblicazione dello statement.

Il passaggio precedente era arrivato il 5 settembre al MetLife Stadium, quando Macklemore aveva pronunciato “Free Palestine” introducendo “Hind’s Hall”, uno dei brani attraverso cui dal 2024 ha portato direttamente la questione palestinese nella propria produzione musicale.

Ed è proprio “Hind’s Hall” a dare alla vicenda una prospettiva più lunga.

Da “Hind’s Hall” all’industria musicale

Pubblicata nel maggio 2024 durante le proteste universitarie statunitensi, “Hind’s Hall” prendeva il nome dalla denominazione data dagli studenti a Hamilton Hall, alla Columbia University, in memoria di Hind Rajab. Il brano affrontava Gaza e le proteste nei campus, ma chiamava in causa anche il silenzio dell’industria musicale e il costo professionale di una presa di posizione.

All’epoca Tom Morello, chitarrista dei Rage Against the Machine, sintetizzò così la propria reazione al pezzo: “the most Rage Against The Machine song since Rage Against The Machine”.

La frase assume oggi un significato ulteriore non perché anticipasse necessariamente quanto sarebbe accaduto due anni dopo, ma perché “Hind’s Hall” conteneva già una domanda sul rapporto tra artista, posizione pubblica e rischio professionale.

Nel nuovo statement Macklemore torna proprio su quel rapporto. Il rapper afferma che le proprie posizioni gli sarebbero costate nel tempo opportunità economiche, sponsorship, festival, private show, relazioni professionali e accesso. Si tratta della sua ricostruzione personale, non di perdite tutte verificabili indipendentemente, ma chiarisce il modo in cui interpreta la rimozione dal tour: non come un episodio isolato, bensì come parte delle conseguenze associate alla propria esposizione politica.

Macklemore rifiuta inoltre di presentarsi come vittima della vicenda, sostenendo che le vittime siano i palestinesi. È una distinzione rilevante anche per comprendere il tono del suo statement: il rapper sposta deliberatamente il discorso dalla propria carriera alla situazione a Gaza.

Perché Macklemore è stato rimosso

Sulla dinamica che ha portato alla sua uscita dal tour esistono versioni che coincidono su alcuni elementi e divergono su altri.

Secondo Ed Sheeran, dopo gli show nel New Jersey alcune delle venue delle tappe successive avrebbero comunicato che non avrebbero ospitato i concerti mantenendo Macklemore come support act. Sheeran afferma di aver parlato direttamente con le strutture, con il promoter, con attivisti delle diverse parti e con Robert Kraft, proprietario del Gillette Stadium attraverso Kraft Group, nel tentativo di trovare una soluzione.

Sheeran sostiene inoltre che Macklemore avesse un contratto con il promoter e non direttamente con lui e attribuisce esplicitamente la decisione finale della rimozione a venue e promoter: “Macklemore coming off tour was the promoter’s decision, it was not mine.”

Robert Kraft ha confermato la propria opposizione alla presenza di Macklemore al Gillette Stadium. In una dichiarazione riportata da AP, Kraft ha collegato la decisione sia alle dichiarazioni recenti del rapper sia a quella che ha definito una più ampia storia di retorica e immagini antisemite considerate offensive verso la comunità ebraica.

Macklemore sostiene invece che Kraft abbia avuto un ruolo più ampio nel convincere altri proprietari di stadi a opporsi alla sua presenza. Questo specifico elemento della sua ricostruzione non risulta confermato indipendentemente dalle fonti disponibili e va quindi distinto dalla documentata opposizione di Kraft alla sua presenza al Gillette Stadium.

La posizione di Ed Sheeran

La risposta di Sheeran è importante anche perché evita di trasformare la vicenda in uno scontro personale tra i due artisti.

Nel proprio statement Sheeran dice di rispettare la determinazione con cui Macklemore difende ciò in cui crede, ma rivendica un approccio differente. Ha spiegato di voler utilizzare i propri concerti come spazi capaci di riunire persone provenienti da background e culture differenti e di non voler trasformare gli show in un forum politico.

È dopo questa dichiarazione che la storia cambia nuovamente dimensione.

Aaron Rowe, Lukas Graham, Finneas e Beoga annunciano i rispettivi ritiri. Rowe e Lukas Graham avrebbero dovuto coprire proprio alcune delle date rimaste senza Macklemore. Beoga facevano parte dello spettacolo. Finneas avrebbe raggiunto il tour successivamente in Sud America.

Non è più quindi soltanto la storia di un artista rimosso da una lineup.

Una questione che attraversa l’industria live

I diversi protagonisti attribuiscono significati differenti a quanto accaduto.

Macklemore parla della scala raggiunta dal proprio messaggio e delle conseguenze professionali della presa di posizione. Sheeran sostiene che la decisione non sia stata sua e difende la scelta di mantenere i propri concerti fuori dal confronto politico. Kraft presenta la propria opposizione a Macklemore come una risposta a dichiarazioni e precedenti che considera antisemiti. Finneas, Rowe, Lukas Graham e Beoga motivano invece i rispettivi ritiri facendo riferimento, con linguaggi differenti, alla Palestina, alla libertà di espressione e al rapporto tra potere economico e possibilità di intervenire pubblicamente.

È nella sovrapposizione di queste posizioni che la vicenda supera la cronaca di una modifica alla lineup.

Nel 2024 “Hind’s Hall” interrogava apertamente il rapporto tra industria musicale, silenzio e rischio professionale. Nel settembre 2026 la stessa questione è entrata materialmente nell’organizzazione di uno stadium tour: venue, promoter, proprietari degli stadi, headliner, support act e touring band sono diventati tutti, con ruoli e responsabilità differenti, parte della stessa discussione.

Dopo la rimozione di Macklemore, tre support act e la band che accompagnava Ed Sheeran hanno deciso di non proseguire nelle rispettive date.

Ed è questo, più della rimozione iniziale, il nuovo sviluppo della storia.

Uno dei passaggi del post di Macklemore su Instagram

Dopo la rimozione del rapper dal “Loop Tour” di Ed Sheeran, Aaron Rowe, Lukas Graham e Finneas rinunciano alle rispettive date. Anche Beoga, la band che accompagna Sheeran dal vivo, lascia gli show negli Stati Uniti.

La rimozione di Macklemore dal “Loop Tour” di Ed Sheeran ha prodotto un secondo sviluppo. Nel giro di poche ore Aaron Rowe, Lukas Graham e Finneas hanno annunciato separatamente il ritiro dalle date nelle quali avrebbero dovuto partecipare come support act. Anche i Beoga, gruppo irlandese che accompagna Sheeran durante parte dello show, hanno comunicato che non prenderanno parte alle restanti date statunitensi. La sequenza è stata ricostruita da Associated Press, Guardian, Los Angeles Times, Hollywood Reporter e Pitchfork.

I ruoli non erano però gli stessi. Rowe e Lukas Graham avrebbero sostituito Macklemore nelle restanti date negli Stati Uniti; Finneas era invece atteso nella successiva leg sudamericana. I Beoga non erano un altro opening act: durante il tour eseguivano diversi brani all’interno dello show di Sheeran, compresi alcuni pezzi co-scritti con lui.

Tre support act e una band

Le quattro decisioni arrivano attraverso dichiarazioni autonome, con motivazioni differenti ma diversi punti di contatto.

Finneas ha annunciato il proprio ritiro sostenendo che gli artisti non debbano essere silenziati quando intervengono in favore degli oppressi e dichiarando il proprio sostegno alla popolazione palestinese. Aaron Rowe, pur descrivendo Sheeran come un amico e riconoscendo l’importanza che ha avuto nella propria carriera, ha collegato la decisione alla storia irlandese e ha criticato la possibilità che grandi disponibilità economiche possano condizionare le voci degli artisti.

Un tema che ritorna nello statement dei Lukas Graham, che contestano l’idea che il denaro possa stabilire chi abbia diritto di intervenire nel dibattito pubblico o quali sofferenze possano essere riconosciute. I Beoga hanno invece sottolineato contemporaneamente due aspetti: l’amicizia e la collaborazione con Sheeran, che dura da oltre dieci anni, e il proprio impegno come membri fondatori di Irish Artists for Palestine.

Non è quindi necessario trasformare i quattro ritiri in una singola azione organizzata per riconoscerne la convergenza. Tre support act e una band direttamente coinvolta nello show hanno scelto separatamente di non proseguire nelle date previste dopo la rimozione di Macklemore.

Macklemore: il messaggio e la scala

La posizione di Macklemore sulla Palestina precede il “Loop Tour”. È un elemento centrale dello statement pubblicato dal rapper dopo la propria esclusione.

Macklemore sostiene di aver espresso posizioni analoghe pubblicamente per quasi tre anni e si domanda perché le conseguenze siano arrivate proprio adesso. La sua interpretazione è che non sia cambiato il contenuto del messaggio, ma la sua scala: portarlo all’interno degli stadi americani durante il tour di uno degli artisti più grandi al mondo avrebbe modificato il livello di esposizione e, di conseguenza, quello delle pressioni intorno alle sue parole. Hollywood Reporter ha riportato estesamente questa ricostruzione dopo la pubblicazione dello statement.

Il passaggio precedente era arrivato il 5 settembre al MetLife Stadium, quando Macklemore aveva pronunciato “Free Palestine” introducendo “Hind’s Hall”, uno dei brani attraverso cui dal 2024 ha portato direttamente la questione palestinese nella propria produzione musicale.

Ed è proprio “Hind’s Hall” a dare alla vicenda una prospettiva più lunga.

Da “Hind’s Hall” all’industria musicale

Pubblicata nel maggio 2024 durante le proteste universitarie statunitensi, “Hind’s Hall” prendeva il nome dalla denominazione data dagli studenti a Hamilton Hall, alla Columbia University, in memoria di Hind Rajab. Il brano affrontava Gaza e le proteste nei campus, ma chiamava in causa anche il silenzio dell’industria musicale e il costo professionale di una presa di posizione.

All’epoca Tom Morello, chitarrista dei Rage Against the Machine, sintetizzò così la propria reazione al pezzo: “the most Rage Against The Machine song since Rage Against The Machine”.

La frase assume oggi un significato ulteriore non perché anticipasse necessariamente quanto sarebbe accaduto due anni dopo, ma perché “Hind’s Hall” conteneva già una domanda sul rapporto tra artista, posizione pubblica e rischio professionale.

Nel nuovo statement Macklemore torna proprio su quel rapporto. Il rapper afferma che le proprie posizioni gli sarebbero costate nel tempo opportunità economiche, sponsorship, festival, private show, relazioni professionali e accesso. Si tratta della sua ricostruzione personale, non di perdite tutte verificabili indipendentemente, ma chiarisce il modo in cui interpreta la rimozione dal tour: non come un episodio isolato, bensì come parte delle conseguenze associate alla propria esposizione politica.

Macklemore rifiuta inoltre di presentarsi come vittima della vicenda, sostenendo che le vittime siano i palestinesi. È una distinzione rilevante anche per comprendere il tono del suo statement: il rapper sposta deliberatamente il discorso dalla propria carriera alla situazione a Gaza.

Perché Macklemore è stato rimosso

Sulla dinamica che ha portato alla sua uscita dal tour esistono versioni che coincidono su alcuni elementi e divergono su altri.

Secondo Ed Sheeran, dopo gli show nel New Jersey alcune delle venue delle tappe successive avrebbero comunicato che non avrebbero ospitato i concerti mantenendo Macklemore come support act. Sheeran afferma di aver parlato direttamente con le strutture, con il promoter, con attivisti delle diverse parti e con Robert Kraft, proprietario del Gillette Stadium attraverso Kraft Group, nel tentativo di trovare una soluzione.

Sheeran sostiene inoltre che Macklemore avesse un contratto con il promoter e non direttamente con lui e attribuisce esplicitamente la decisione finale della rimozione a venue e promoter: “Macklemore coming off tour was the promoter’s decision, it was not mine.”

Robert Kraft ha confermato la propria opposizione alla presenza di Macklemore al Gillette Stadium. In una dichiarazione riportata da AP, Kraft ha collegato la decisione sia alle dichiarazioni recenti del rapper sia a quella che ha definito una più ampia storia di retorica e immagini antisemite considerate offensive verso la comunità ebraica.

Macklemore sostiene invece che Kraft abbia avuto un ruolo più ampio nel convincere altri proprietari di stadi a opporsi alla sua presenza. Questo specifico elemento della sua ricostruzione non risulta confermato indipendentemente dalle fonti disponibili e va quindi distinto dalla documentata opposizione di Kraft alla sua presenza al Gillette Stadium.

La posizione di Ed Sheeran

La risposta di Sheeran è importante anche perché evita di trasformare la vicenda in uno scontro personale tra i due artisti.

Nel proprio statement Sheeran dice di rispettare la determinazione con cui Macklemore difende ciò in cui crede, ma rivendica un approccio differente. Ha spiegato di voler utilizzare i propri concerti come spazi capaci di riunire persone provenienti da background e culture differenti e di non voler trasformare gli show in un forum politico.

È dopo questa dichiarazione che la storia cambia nuovamente dimensione.

Aaron Rowe, Lukas Graham, Finneas e Beoga annunciano i rispettivi ritiri. Rowe e Lukas Graham avrebbero dovuto coprire proprio alcune delle date rimaste senza Macklemore. Beoga facevano parte dello spettacolo. Finneas avrebbe raggiunto il tour successivamente in Sud America.

Non è più quindi soltanto la storia di un artista rimosso da una lineup.

Una questione che attraversa l’industria live

I diversi protagonisti attribuiscono significati differenti a quanto accaduto.

Macklemore parla della scala raggiunta dal proprio messaggio e delle conseguenze professionali della presa di posizione. Sheeran sostiene che la decisione non sia stata sua e difende la scelta di mantenere i propri concerti fuori dal confronto politico. Kraft presenta la propria opposizione a Macklemore come una risposta a dichiarazioni e precedenti che considera antisemiti. Finneas, Rowe, Lukas Graham e Beoga motivano invece i rispettivi ritiri facendo riferimento, con linguaggi differenti, alla Palestina, alla libertà di espressione e al rapporto tra potere economico e possibilità di intervenire pubblicamente.

È nella sovrapposizione di queste posizioni che la vicenda supera la cronaca di una modifica alla lineup.

Nel 2024 “Hind’s Hall” interrogava apertamente il rapporto tra industria musicale, silenzio e rischio professionale. Nel settembre 2026 la stessa questione è entrata materialmente nell’organizzazione di uno stadium tour: venue, promoter, proprietari degli stadi, headliner, support act e touring band sono diventati tutti, con ruoli e responsabilità differenti, parte della stessa discussione.

Dopo la rimozione di Macklemore, tre support act e la band che accompagnava Ed Sheeran hanno deciso di non proseguire nelle rispettive date.

Ed è questo, più della rimozione iniziale, il nuovo sviluppo della storia.

Uno dei passaggi del post di Macklemore su Instagram

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