Sette band tra screamo, skramz, emo e post-hardcore, cinque euro alla porta e una rete che attraversa Italia, Svezia, Catalogna e Spagna. Sabato 19 settembre Alle Foglie Fest torna al PWCC di Parma per la sua sesta edizione.
INFO
Alle Foglie Fest @allefogliefest
PWCC @pwcc.pwcc
Collettivo La Défense @collettivoladefensediy
LINE UP
Barabbas, du förtappade — Stoccolma
Shizune — Lonigo
Damasco — Barcellona
Irma — Lodi
Néboas — Vega Baja del Segura
Chevalier — Forlì
Falesia — Trieste
Alle Foglie Fest nasce a Parma nel 2021, quando dopo la pandemia tornare a occupare fisicamente gli spazi di aggregazione era diventato parte stessa del significato di organizzare un concerto. Cinque anni dopo, il festival arriva alla sesta edizione mantenendo una scala volutamente ridotta: ingresso a cinque euro, sette band, distro, autoproduzioni e una struttura che continua a mettere al centro partecipazione e relazioni costruite intorno alla musica indipendente.
Il festival si definisce DIY e apertamente antifascista e anticapitalista. Ma è soprattutto il modo in cui queste posizioni vengono tradotte nella pratica a rendere interessante Alle Foglie: accessibilità economica, piccoli spazi, circuiti indipendenti e una rete nella quale le band si ospitano, condividono strumentazione, aiutano a organizzare altre date e finiscono per ritrovarsi mesi dopo in un’altra città o in un altro Paese. È un’infrastruttura informale che raramente compare sulla locandina, ma senza la quale buona parte di questa scena semplicemente non potrebbe muoversi.
La lineup del 19 settembre rende visibile proprio questa geografia. Da Stoccolma arrivano i Barabbas, du förtappade, che si definiscono “violent screamo”: un suono abrasivo collocato tra screamo, skramz ed emoviolence e un rapporto con il circuito DIY italiano già costruito attraverso precedenti passaggi nel Paese.
Da Barcellona, i Damasco lavorano invece tra screamo e post-hardcore. A gennaio hanno pubblicato il secondo LP “Miedo al Miedo”, un disco che alterna tensione e aperture senza perdere la componente più ruvida della band. Il loro arrivo a Parma mette direttamente in comunicazione il circuito catalano con quello italiano, dentro una scena che continua a funzionare anche attraverso questi scambi transnazionali.
Più a sud, nella Vega Baja del Segura, i Néboas incrociano screamo, neocrust ed emopunk. “Otros Claros del Bosque”, pubblicato nel 2023, è un concept album ispirato al pensiero della filosofa María Zambrano: il bosco diventa metafora di un percorso personale, musicale e politico attraverso vulnerabilità, paura, fragilità e ricerca. È una delle declinazioni più stratificate di una lineup che utilizza lo screamo come territorio comune senza trasformarlo in una categoria rigida.
Sul versante italiano, gli Shizune arrivano da Lonigo e tornano a Parma dopo diversi anni, portando nel cartellone una traiettoria più lunga all’interno dello screamo DIY. Gli Irma, da Lodi, muovono invece tra hardcore, post-hardcore e screamo: il loro “Del nostro scontento”, uscito nel 2024 e dedicato alla partigiana Irma Bandiera, rende esplicito il rapporto tra scrittura musicale e dimensione politica che la band continua a portare anche sul palco.
Da Forlì arrivano i Chevalier, che lavorano nella zona di contatto tra emoviolence, screamo, skramz e hardcore senza preoccuparsi troppo di mantenere impermeabili i confini tra le categorie. A chiudere la geografia italiana ci sono i Falesia, quintetto screamo con base a Trieste: una posizione che guarda naturalmente anche oltre il confine, con parte della formazione proveniente dalla Slovenia e un’attività che negli ultimi anni ha contribuito a portare eventi screamo anche nell’area di Capodistria.
QUANTO COSTA RESTARE DIY?
È probabilmente questa la domanda più interessante intorno alla sesta edizione. Alla vigilia del festival, IDIOTEQ ha riunito tutte e sette le band in un confronto su classe, gatekeeping, aumento dei costi, spazi autonomi e sostenibilità economica del DIY. Le risposte non restituiscono una posizione uniforme, ed è proprio questo a renderle significative.
Gli Shizune individuano nella solidarietà e nella responsabilità condivisa una possibile risposta; i Damasco insistono sulla necessità di mantenere attivi gli spazi e partecipare alle proprie scene locali evitando di dipendere dai circuiti commerciali. Gli Irma indicano invece nelle persone, nella comunità e nei prezzi accessibili la principale risorsa di un festival indipendente. I Néboas assumono una posizione più radicale: secondo la band, una sostenibilità piena è difficilmente conciliabile con il rifiuto delle stesse logiche economiche che permetterebbero di raggiungerla.
Non è quindi soltanto una discussione teorica. Viaggi, strumentazione, spazi e sopravvivenza quotidiana costano di più, mentre Alle Foglie continua a chiedere 5 euro all’ingresso. Dietro quella cifra c’è inevitabilmente lavoro, reciprocità e una rete di supporto che distribuisce costi e risorse in maniera diversa da un normale circuito commerciale. Le band descrivono case in cui dormire, strumenti prestati, concerti organizzati attraverso conoscenze nate a date precedenti e collaborazioni che attraversano i confini.
In questo senso la lineup di Parma racconta qualcosa di più ampio dei sette live in programma. Stoccolma, Barcellona, Vega Baja del Segura, Lonigo, Lodi, Forlì e l’area tra Trieste e Slovenia diventano punti della stessa rete temporanea. Le differenze musicali restano — violent screamo, neocrust, emoviolence, post-hardcore, skramz — ma è la struttura che permette a quei progetti di incontrarsi a definire davvero il festival.
Alle Foglie continua così a lavorare sulla stessa questione da cui era partito nel 2021: creare uno spazio fisico in cui una scena possa incontrarsi. Solo che, nel 2026, la domanda non è più soltanto come recuperare quegli spazi. È come riuscire a mantenerli aperti, accessibili e indipendenti mentre tutto intorno diventa più costoso.
Durante la giornata saranno presenti anche distro, autoproduzioni e materiali indipendenti, oltre a food e drink con opzioni vegetariane e vegane. Apertura porte alle 18:00, ingresso 5 euro. È disponibile il campeggio in loco previa prenotazione.




