Nell’estate del 1994, mentre i Troubles continuano a segnare l’Irlanda del Nord, due ragazzi di Enniskillen cercano una via d’uscita attraverso una notte fatta di ecstasy, club e rave. Fuori rimangono esercito britannico, organizzazioni paramilitari e divisioni settarie; dentro il Kelly’s di Portrush, per qualche ora, quelle coordinate sembrano diventare meno rigide.
È questo il territorio di “Skintown”, il nuovo film diretto da Kieron J. Walsh e scritto da Ciarán McMenamin, che adatta per il cinema il proprio romanzo. Presentato in anteprima mondiale all’Edinburgh International Film Festival il 16 agosto 2026, il film utilizza la rave culture non come semplice ricostruzione estetica degli anni Novanta, ma come parte integrante della storia di due ragazzi cresciuti dentro uno dei periodi più complessi della storia nordirlandese.
The Prodigy, Jeff Mills, Happy Mondays, Carl Cox, ecstasy e un club realmente esistito entrano così nello stesso racconto del cessate il fuoco dell’IRA del 1994. Non perché il rave abbia fermato i Troubles, ma perché quelle due storie finiscono per attraversare lo stesso momento.
ENNISKILLEN, ESTATE 1994
Vinny e Jonty, interpretati da Jack Rowan e Chris Walley, sono due amici alla fine dell’adolescenza che vogliono lasciare Enniskillen, nella contea di Fermanagh. Vinny lavora in una pizzeria e sogna di andarsene, mentre intorno a entrambi continua una quotidianità nella quale i Troubles non sono ancora materia da libri di storia.
Il termine indica il conflitto che per circa trent’anni ha attraversato l’Irlanda del Nord, alimentato dalle contrapposte posizioni sullo status costituzionale del territorio e intrecciato alle divisioni tra comunità protestante e cattolica. Violenza paramilitare, presenza dell’esercito britannico, attentati e scontri hanno accompagnato generazioni cresciute in un territorio nel quale l’appartenenza poteva condizionare anche gli aspetti ordinari della vita.
Skintown parte da questa normalizzazione del conflitto, ma decide di attraversarla seguendo ragazzi interessati soprattutto a musica, amicizie, droghe e possibilità di fuga. La politica rimane fuori campo soltanto fino a quando torna inevitabilmente dentro le loro vite.
400 PASTICCHE RUBATE ALL’UVF
L’occasione arriva sotto forma di 400 pasticche di ecstasy rubate all’Ulster Volunteer Force (UVF), organizzazione paramilitare lealista. Vinny e Jonty accettano di venderle in un club, con l’obiettivo di utilizzare il denaro per alimentare finalmente il progetto di fuga da Enniskillen.
La scelta li porta a smerciare le pillole praticamente sotto gli occhi degli stessi ambienti paramilitari ai quali sono state sottratte. Rave culture e Troubles smettono così di essere semplicemente due sfondi paralleli: entrano materialmente nella stessa storia.
Il luogo scelto è il Kelly’s di Portrush, nella contea di Antrim. Non un club inventato per il film, ma un locale realmente appartenuto alla geografia della dance culture nordirlandese degli anni Novanta e nel quale Carl Cox suonò davvero nel 1994.
CARL COX C’ERA DAVVERO
Nel film Cox compare dietro la console durante la notte che costituisce uno dei momenti centrali della storia. La sua presenza potrebbe sembrare il classico cameo utilizzato trent’anni dopo per certificare l’autenticità di una ricostruzione rave, ma il collegamento con il Kelly’s è reale.
Carl Cox suonò al Kelly’s proprio nel 1994.
Questo non significa che Skintown ricostruisca una sua specifica performance. Il film colloca la notte nello stesso giorno dell’annuncio del cessate il fuoco dell’IRA, il 31 agosto 1994, che cadeva di mercoledì; non esistono elementi per sostenere che Cox fosse realmente al Kelly’s quella sera.
La distinzione rende il cameo persino più interessante. Carl Cox non viene semplicemente inserito nel 1994 di Skintown: apparteneva realmente alla scena e alla geografia club che il film sta ricostruendo.
Il suo coinvolgimento va inoltre oltre la presenza sullo schermo: Cox ha contribuito al progetto anche con musica precedentemente inedita.
IL 31 AGOSTO 1994
Il momento storico scelto da Skintown è preciso. Il 31 agosto 1994, l’IRA annunciò una completa cessazione delle operazioni militari a partire dalla mezzanotte, aprendo una fase fondamentale del processo che avrebbe condotto, dopo ulteriori crisi e negoziati, all’Accordo del Venerdì Santo del 10 aprile 1998.
Il film fa coincidere quell’annuncio con la notte dei protagonisti. Al rave cattolici e protestanti vengono rappresentati mentre ballano insieme, mentre durante l’afterparty Vinny e Jonty, provenienti dalla parte cattolica di Enniskillen, arrivano a fumare e scherzare con un soldato britannico.
La precisazione è importante: Skintown mostra questa sospensione delle divisioni durante una specifica notte; non dimostra che l’intera rave culture nordirlandese funzionasse sempre nello stesso modo.
E soprattutto non sostiene che l’ecstasy abbia prodotto la pace. Il rapporto causale tra MDMA, rave culture e processo di pace non è la tesi del film e sarebbe storicamente scorretto presentarlo come tale. Quello che Skintown mette in evidenza è una coincidenza: mentre il conflitto entra in una nuova fase, alcuni giovani stanno sperimentando spazi sociali nei quali le vecchie appartenenze possono momentaneamente perdere parte del proprio peso.
I TROUBLES ENTRANO NEL CLUB
La pista, però, non è rappresentata come un territorio magicamente sottratto alla realtà. I Troubles continuano a entrare nel Kelly’s.
Le 400 pillole provengono direttamente da un’organizzazione paramilitare. Tra i frequentatori del club compare inoltre un raver in sedia a rotelle, paralizzato dalla vita in giù da un proiettile dell’IRA ma ancora presenza abituale sulla pista. Vinny e Jonty utilizzano persino la sua carrozzina per nascondere le pillole, dando vita al gioco di parole “deals on wheels”.
È uno dei dettagli più brutali ed efficaci del film perché rende quasi impossibile separare le due dimensioni. La violenza politica non scompare quando parte la musica: continua a esistere nei corpi, nelle relazioni e persino nelle sostanze che circolano dentro il club.
Per questo parlare semplicemente di “fuga dai Troubles” sarebbe riduttivo. Skintown racconta piuttosto l’illusione temporanea di poterli lasciare fuori dalla porta, prima che la realtà ricordi ai protagonisti quanto sia difficile separare davvero i due mondi.
DA THE PRODIGY A JEFF MILLS
La musica lavora sulla stessa sovrapposizione. L’Edinburgh International Film Festival indica ufficialmente una soundtrack con The Prodigy, Elastica, Happy Mondays, Jeff Mills e Carl Cox.
Il Guardian, sulla base della visione del film, identifica inoltre Josh Wink, Jaydee e persino Debussy. Altre fonti relative alla produzione segnalano anche The Jesus and Mary Chain. In assenza di una tracklist ufficiale completa, è importante fermarsi qui senza attribuire arbitrariamente ai singoli artisti tracce specifiche.
Non è comunque una selezione costruita esclusivamente intorno alla rave culture. Happy Mondays portano con sé Manchester e l’incontro tra rock e dance; Elastica e The Jesus and Mary Chain appartengono ad altre traiettorie dell’alternative britannico; Jeff Mills, Carl Cox, Josh Wink e Jaydee spostano invece il baricentro verso techno, house e acid.
Il dettaglio cronologico cambia completamente la prospettiva. Nel 2026 questi nomi appartengono a un canone ormai consolidato. Nel 1994 erano contemporanei ai ragazzi raccontati dal film.
The Prodigy pubblicavano proprio quell’anno “Music for the Jilted Generation”. Jeff Mills era nel pieno della costruzione della propria traiettoria attraverso Axis. Carl Cox attraversava realmente club come il Kelly’s.
Non erano ancora “gli anni Novanta”. Erano il presente.
KORMAC E LA MUSICA ORIGINALE
Accanto ai brani preesistenti esiste un secondo livello sonoro che va distinto dalla soundtrack d’epoca. La musica originale di Skintown è composta da Kormac, producer e compositore irlandese accreditato nei credit del film.
La distinzione è importante proprio perché la componente musicale del film non nasce soltanto dalla selezione di tracce degli anni Novanta. Da una parte ci sono i dischi che costruiscono l’ambiente storico della storia; dall’altra il lavoro originale di Kormac, incaricato di accompagnare cinematograficamente quel mondo.
È un ulteriore motivo per non trattare Skintown come una semplice compilation rave trasformata in film. La musica preesistente ricostruisce il tempo; quella originale contribuisce a costruire il racconto.
LA MUSICA PRIMA DELLA NOSTALGIA
Questa pluralità era già centrale nel romanzo di McMenamin. La cultura musicale di Vinny non nasce esclusivamente dentro il rave, ma attraversa riferimenti che vanno da Happy Mondays e Carl Cox a Leonard Cohen, Pet Shop Boys, Pink Floyd, The Clash e The Who.
Il libro contiene anche una playlist legata all’universo musicale del protagonista, della quale Penguin pubblicò nel 2017 una versione Spotify. Vinny entra quindi nella rave culture portandosi dietro un immaginario molto più ampio, elemento che la trasposizione conserva attraverso una soundtrack volutamente trasversale.
Questo impedisce a Skintown di diventare una semplice operazione nostalgica. La musica accompagna il passaggio dall’ascolto alla dimensione fisica del club: volume, corpi, sostanze, estranei e una comunità temporanea costruita intorno allo stesso suono.
Persino Debussy, identificato dal Guardian in uno dei momenti musicali del film, spezza la continuità della selezione dance e conferma che il suono viene utilizzato narrativamente, non soltanto per certificare l’epoca.
PRIMA DEL FILM C’ERA SKINTOWN
La storia nasce dal romanzo omonimo di Ciarán McMenamin, originario proprio di Enniskillen e pubblicato per la prima volta nel 2017. Alcune fonti recenti, compreso il Guardian, indicano il 2018, ma le fonti contemporanee alla pubblicazione attestano l’uscita originale nell’anno precedente.
McMenamin ha raccontato direttamente il proprio rapporto con quella cultura e con il Kelly’s. Il carattere autobiografico non significa però che Vinny sia una sua trasposizione letterale: il protagonista raccoglie esperienze, persone e ricordi differenti.
La sensazione di crescere mentre la violenza settaria diventa parte dello sfondo quotidiano appartiene però direttamente al territorio e alla generazione raccontati dall’autore.
Walsh entrò in contatto con la storia quando il manoscritto non era ancora stato pubblicato e vide la possibilità di trasformarlo in un film. Da quell’incontro sono serviti quasi nove anni per arrivare sullo schermo.
UNA NOTTE DENTRO LA STORIA DELLA CLUB CULTURE
Skintown è stato presentato in world premiere il 16 agosto 2026 all’Edinburgh International Film Festival, che lo descrive esplicitamente come un ritratto della gioventù disillusa, della rave culture degli anni Novanta e di un periodo turbolento della storia nordirlandese.
Ed è proprio questa sovrapposizione a renderlo interessante oltre il cinema.
Kelly’s, Carl Cox, l’ecstasy e la pista non vengono utilizzati come accessori per rendere il 1994 immediatamente riconoscibile. Appartengono alla storia che il film vuole raccontare. Un momento nel quale una parte della gioventù nordirlandese cerca altrove le proprie coordinate mentre quelle ricevute dalle generazioni precedenti continuano a produrre conseguenze concrete.
Il rave non ferma i Troubles. Il club non cancella il settarismo e l’MDMA non firma un accordo di pace.
Ma Skintown racconta una notte nella quale cattolici e protestanti finiscono sulla stessa pista, Carl Cox suona e due ragazzi di Enniskillen possono immaginare per qualche ora qualcosa oltre il posto dal quale stanno cercando di scappare.
Poi arriva il mattino.
E i Troubles sono ancora lì.




