Seen Live: l’app per recensire DJ set, concerti e festival

Seen Live: l’app per recensire DJ set, concerti e festival

Quanti DJ set, concerti e festival ricordiamo davvero dopo anni di serate? È da una domanda molto simile che nasce Seen Live, piattaforma sviluppata da Jordan Taylor e Tough Luck per raccogliere in un unico spazio le esperienze musicali vissute dal vivo. Eventi, valutazioni, fotografie e video costruiscono progressivamente una cronologia personale, mentre le recensioni degli altri utenti diventano anche uno strumento per scoprire nuovi artisti.

Negli ultimi giorni l’app ha iniziato a circolare rapidamente sulla stampa musicale internazionale, accompagnata da una definizione immediata: il “Letterboxd del clubbing”. Il paragone funziona per spiegare in pochi secondi il sistema di registrazione e valutazione degli eventi, ma racconta soltanto una parte del progetto.

Tutto parte dalle serate dimenticate

L’origine di Seen Live è molto più semplice delle stelle assegnate a un DJ. Taylor racconta a Mixmag di aver costruito l’app dopo essersi reso conto che, con il passare del tempo, non riusciva più a ricordare nemmeno la metà degli artisti e dei DJ che aveva visto dal vivo. Fotografie e video di quelle notti, nel frattempo, rimanevano dispersi nel rullino del cellulare senza più un contesto preciso.

«Ho creato Seen Live perché mi sono reso conto che, dopo un po’, non riuscivo più a ricordare nemmeno la metà degli artisti e dei DJ che avevo visto dal vivo», spiega Taylor. L’obiettivo era avere «un unico posto in cui poter riguardare tutto», costruendo un vero archivio degli show a cui aveva partecipato.

È questo il punto di partenza del progetto: prima ancora di recensire una serata, ricordarla.

www.instagram.com/toughluckuk

Link all’App Store

apps.apple.com/gb/app/seen-live/id6757783371

Come funziona Seen Live

Seen Live permette di registrare gli eventi a cui si è partecipato, assegnare valutazioni, raccontare l’esperienza e aggiungere fotografie e video. L’utente costruisce così una timeline delle proprie esperienze tra concerti, DJ set e altri eventi musicali.

La componente social consente inoltre di seguire amici e utenti con interessi simili, esplorare performance recenti o popolari e scoprire artisti, DJ, luoghi ed eventi. La descrizione ufficiale sull’App Store presenta Seen Live come “Your live music archive”, un ambiente dedicato specificamente alla documentazione e alla scoperta della musica dal vivo. Il provider indicato da Apple è Tough Luck Creative LTD.

Recensioni per scoprire nuovi DJ

L’archivio personale è soltanto una parte del funzionamento. Taylor vuole che le esperienze registrate dalla community diventino anche uno strumento di discovery.

L’obiettivo dichiarato è permettere agli utenti di trovare nuovi artisti attraverso le recensioni degli altri e magari arrivare al proprio prossimo DJ preferito grazie all’opinione di qualcuno che quella performance l’ha realmente vissuta.

È un meccanismo differente rispetto alla raccomandazione costruita esclusivamente sui dati di streaming. In Seen Live, almeno nelle intenzioni del progetto, la scoperta parte dall’esperienza fisica di un concerto o di un DJ set e dalla persona che decide successivamente di registrarla.

DJ set, recensioni e cinque stelle

È inevitabilmente il sistema di valutazione ad aver attirato maggiore attenzione. Seen Live consente infatti di recensire e assegnare un voto alle performance, applicando alla musica dal vivo una dinamica ormai familiare nel cinema, nella ristorazione e in numerose altre piattaforme digitali.

Four Four ha sintetizzato il concetto in maniera volutamente provocatoria: un’app che permette di valutare i DJ come si valutano ristoranti, film e hotel. NME ha ripreso la storia proprio oggi, 23 agosto, sottolineando a sua volta la possibilità di assegnare stelle a DJ set, festival e live.

La valutazione non rimane però isolata. Evento, data, esperienza, immagini e video possono convivere nello stesso profilo, trasformando progressivamente una sequenza di serate in un diario digitale della propria storia musicale.

Tough Luck e la memoria della club culture

Il progetto acquista maggiore senso osservando il percorso di Tough Luck. La piattaforma è nata durante il periodo dei lockdown nel Regno Unito come progetto fotografico legato alla documentazione della club culture e delle sottoculture giovanili, pubblicando immagini provenienti da rave, squat party e after raccolte attraverso fotografi di diversi Paesi.

Con Seen Live, quella relazione tra notte, fotografia e memoria assume una struttura differente. Le immagini non restano semplicemente nel cellulare o disperse tra post e Stories: vengono associate all’esperienza che documentano.

Non sorprende quindi che Taylor abbia descritto Seen Live innanzitutto come un archivio. Le stelle sono la funzione più immediatamente comunicabile; la memoria delle serate è il problema da cui il progetto è partito.

Il “Letterboxd del clubbing” arriva al centro della discussione

In pochi giorni Seen Live è diventata un argomento ripreso da diverse testate dedicate alla musica e alla club culture. Mixmag ne ha scritto il 20 agosto; Four Four ha affrontato il sistema di rating, mentre NME ha rilanciato il progetto il 23 agosto. Anche TSUGI in Francia ha provato direttamente l’app, descrivendone feed, discovery e profilo personale.

La definizione di “Letterboxd del clubbing” continuerà probabilmente a essere quella più efficace per raccontarla. Seen Live, però, prova a fare qualcosa di leggermente diverso dal semplice catalogo di recensioni.

Ricordare chi abbiamo visto. Dove eravamo. Conservare quello che abbiamo fotografato. Dare un voto a ciò che abbiamo ascoltato. E utilizzare le esperienze degli altri per decidere chi ascoltare la prossima volta.

Il weekend finisce. Seen Live prova a costruire un posto dove conservarlo.

Quanti DJ set, concerti e festival ricordiamo davvero dopo anni di serate? È da una domanda molto simile che nasce Seen Live, piattaforma sviluppata da Jordan Taylor e Tough Luck per raccogliere in un unico spazio le esperienze musicali vissute dal vivo. Eventi, valutazioni, fotografie e video costruiscono progressivamente una cronologia personale, mentre le recensioni degli altri utenti diventano anche uno strumento per scoprire nuovi artisti.

Negli ultimi giorni l’app ha iniziato a circolare rapidamente sulla stampa musicale internazionale, accompagnata da una definizione immediata: il “Letterboxd del clubbing”. Il paragone funziona per spiegare in pochi secondi il sistema di registrazione e valutazione degli eventi, ma racconta soltanto una parte del progetto.

Tutto parte dalle serate dimenticate

L’origine di Seen Live è molto più semplice delle stelle assegnate a un DJ. Taylor racconta a Mixmag di aver costruito l’app dopo essersi reso conto che, con il passare del tempo, non riusciva più a ricordare nemmeno la metà degli artisti e dei DJ che aveva visto dal vivo. Fotografie e video di quelle notti, nel frattempo, rimanevano dispersi nel rullino del cellulare senza più un contesto preciso.

«Ho creato Seen Live perché mi sono reso conto che, dopo un po’, non riuscivo più a ricordare nemmeno la metà degli artisti e dei DJ che avevo visto dal vivo», spiega Taylor. L’obiettivo era avere «un unico posto in cui poter riguardare tutto», costruendo un vero archivio degli show a cui aveva partecipato.

È questo il punto di partenza del progetto: prima ancora di recensire una serata, ricordarla.

www.instagram.com/toughluckuk

Link all’App Store

apps.apple.com/gb/app/seen-live/id6757783371

Come funziona Seen Live

Seen Live permette di registrare gli eventi a cui si è partecipato, assegnare valutazioni, raccontare l’esperienza e aggiungere fotografie e video. L’utente costruisce così una timeline delle proprie esperienze tra concerti, DJ set e altri eventi musicali.

La componente social consente inoltre di seguire amici e utenti con interessi simili, esplorare performance recenti o popolari e scoprire artisti, DJ, luoghi ed eventi. La descrizione ufficiale sull’App Store presenta Seen Live come “Your live music archive”, un ambiente dedicato specificamente alla documentazione e alla scoperta della musica dal vivo. Il provider indicato da Apple è Tough Luck Creative LTD.

Recensioni per scoprire nuovi DJ

L’archivio personale è soltanto una parte del funzionamento. Taylor vuole che le esperienze registrate dalla community diventino anche uno strumento di discovery.

L’obiettivo dichiarato è permettere agli utenti di trovare nuovi artisti attraverso le recensioni degli altri e magari arrivare al proprio prossimo DJ preferito grazie all’opinione di qualcuno che quella performance l’ha realmente vissuta.

È un meccanismo differente rispetto alla raccomandazione costruita esclusivamente sui dati di streaming. In Seen Live, almeno nelle intenzioni del progetto, la scoperta parte dall’esperienza fisica di un concerto o di un DJ set e dalla persona che decide successivamente di registrarla.

DJ set, recensioni e cinque stelle

È inevitabilmente il sistema di valutazione ad aver attirato maggiore attenzione. Seen Live consente infatti di recensire e assegnare un voto alle performance, applicando alla musica dal vivo una dinamica ormai familiare nel cinema, nella ristorazione e in numerose altre piattaforme digitali.

Four Four ha sintetizzato il concetto in maniera volutamente provocatoria: un’app che permette di valutare i DJ come si valutano ristoranti, film e hotel. NME ha ripreso la storia proprio oggi, 23 agosto, sottolineando a sua volta la possibilità di assegnare stelle a DJ set, festival e live.

La valutazione non rimane però isolata. Evento, data, esperienza, immagini e video possono convivere nello stesso profilo, trasformando progressivamente una sequenza di serate in un diario digitale della propria storia musicale.

Tough Luck e la memoria della club culture

Il progetto acquista maggiore senso osservando il percorso di Tough Luck. La piattaforma è nata durante il periodo dei lockdown nel Regno Unito come progetto fotografico legato alla documentazione della club culture e delle sottoculture giovanili, pubblicando immagini provenienti da rave, squat party e after raccolte attraverso fotografi di diversi Paesi.

Con Seen Live, quella relazione tra notte, fotografia e memoria assume una struttura differente. Le immagini non restano semplicemente nel cellulare o disperse tra post e Stories: vengono associate all’esperienza che documentano.

Non sorprende quindi che Taylor abbia descritto Seen Live innanzitutto come un archivio. Le stelle sono la funzione più immediatamente comunicabile; la memoria delle serate è il problema da cui il progetto è partito.

Il “Letterboxd del clubbing” arriva al centro della discussione

In pochi giorni Seen Live è diventata un argomento ripreso da diverse testate dedicate alla musica e alla club culture. Mixmag ne ha scritto il 20 agosto; Four Four ha affrontato il sistema di rating, mentre NME ha rilanciato il progetto il 23 agosto. Anche TSUGI in Francia ha provato direttamente l’app, descrivendone feed, discovery e profilo personale.

La definizione di “Letterboxd del clubbing” continuerà probabilmente a essere quella più efficace per raccontarla. Seen Live, però, prova a fare qualcosa di leggermente diverso dal semplice catalogo di recensioni.

Ricordare chi abbiamo visto. Dove eravamo. Conservare quello che abbiamo fotografato. Dare un voto a ciò che abbiamo ascoltato. E utilizzare le esperienze degli altri per decidere chi ascoltare la prossima volta.

Il weekend finisce. Seen Live prova a costruire un posto dove conservarlo.

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