Adiel b2b Marcel Dettmann: il primo set insieme chiude l’estate di Forte Antenne
Il 25 settembre Adiel e Marcel Dettmann suoneranno per la prima volta insieme. Il debutto avverrà a Forte Antenne, dove REBEL ☈ REBEL chiude la stagione estiva con un back-to-back presentato ufficialmente come “World Premiere”: una formula che, in questo caso, indica un dato concreto, perché non risultano precedenti set condivisi dai due artisti.
L’incontro mette insieme due percorsi sviluppati in momenti e contesti differenti, ma accomunati da una concezione del DJing che continua a lasciare spazio alla ricerca e alla trasformazione del set. Per Adiel la data assume inoltre un significato particolare: Roma è la città nella quale il suo rapporto con la musica elettronica è diventato progressivamente professione, dal lavoro al Goa Club alla residency di Ultrabeat, fino alla nascita di Danza Tribale e alla successiva dimensione internazionale.
Il 25 settembre quella traiettoria incontra Marcel Dettmann senza una scaletta già sperimentata o un precedente al quale fare riferimento. Il punto interessante del b2b sta proprio qui: capire come due selezioni autonome possano modificarsi reciprocamente nel corso della stessa notte, lasciando che sia la console a stabilire la direzione.
INFO
REBEL ☈ REBEL CLOSING PARTY
LINE UP
ADIEL b2b MARCEL DETTMANN
BIGLIETTI
xceed.me/adiel-b2b-marcel-dettmann-rebel-rebel-closing-party
ADIEL
La storia di Adiel, Alessia Di Livio, non comincia direttamente dentro un club. Per una parte importante della sua formazione c’è la danza classica, esperienza che ha descritto come fondamentale nel costruire il proprio rapporto con il corpo, la disciplina e la percezione dei limiti. Anche gli ascolti iniziali arrivano da territori lontani da una definizione strettamente techno: Chopin, Tchaikovsky e Miles Davis appartengono alla sua formazione, mentre l’incontro con la drum’n’bass e con i primi rave frequentati a Roma apre successivamente la porta verso la cultura elettronica underground.
È una genealogia utile per capire perché il suo linguaggio non si sia mai esaurito nella funzionalità del quattro quarti. Quando anni dopo Adiel ricostruisce i dischi e gli artisti che hanno avuto un peso nella propria formazione, cita “Amber” degli Autechre come uno degli ascolti decisivi e allarga il quadro a Boards of Canada, Kraftwerk, Brian Eno, Ryoji Ikeda, Ryuichi Sakamoto, Aphex Twin e Muslimgauze. Ambient, IDM, sperimentazione elettronica e ricerca sul suono entrano così in una formazione che precede e accompagna la techno, spiegando almeno in parte l’attenzione per la componente atmosferica e per la trasformazione progressiva del ritmo che emergerà successivamente nei suoi set e nelle produzioni.
A questo si aggiunge una formazione visiva. Adiel studia fashion design all’Accademia di Costume e Moda di Roma e ha raccontato musica, disegno, pittura e moda come linguaggi capaci di alimentarsi reciprocamente. Prima che l’attività da DJ diventi centrale esiste quindi già un rapporto con la composizione, con la forma e con il corpo che non nasce esclusivamente dalla club culture. Il passaggio decisivo avviene quando questo insieme di riferimenti incontra uno spazio fisico nel quale poter essere messo continuamente alla prova: il Goa Club.
DAL GOA CLUB A DANZA TRIBALE
Adiel entra al Goa Club inizialmente lavorando all’interno del locale, prima di costruirvi il proprio percorso dietro la console. La permanenza nel club le permette di osservare da vicino programmazioni, DJ e pubblico, trasformando gradualmente una relazione da ascoltatrice in un’esperienza diretta del dancefloor. Con la residency di Ultrabeat, quel processo diventa continuativo: non più soltanto singole occasioni per suonare, ma la possibilità di sviluppare un linguaggio davanti a una pista e verificarne nel tempo reazioni, aperture e limiti.
È un passaggio importante anche per leggere ciò che arriverà dopo. La residency permette infatti di intendere il DJing non soltanto come successione di tracce, ma come costruzione di una durata: capire quando aumentare la pressione, quando sottrarre elementi e quanto a lungo lasciare che una determinata atmosfera lavori sul pubblico. La ricerca produttiva nasce dentro questo stesso rapporto con il club, ma cerca progressivamente una propria autonomia.
Nel 2016 arriva Danza Tribale, piattaforma attraverso la quale Adiel può sviluppare direttamente una parte della propria ricerca. La prima uscita, “Anatomia Del Cavallo”, rende già riconoscibili alcuni elementi del suo vocabolario: struttura in quattro quarti, percussioni, pattern insistenti, suoni più affilati e presenze vocali capaci di assumere una funzione quasi rituale. Non è semplicemente la traduzione su disco di ciò che accade nei set, ma l’inizio di una dimensione produttiva che consente di lavorare con maggiore precisione sulla relazione tra fisicità e atmosfera.
Nello stesso periodo Donato Dozzy, Neel e Dasha Rush emergono tra le affinità indicate dalla stessa Adiel, riferimenti che aiutano a collocare la sua ricerca senza trasformarli in un recinto stilistico. Negli anni successivi il percorso si allarga attraverso produzioni, remix, collaborazioni e una presenza internazionale sempre più continua, mentre Danza Tribale rimane una delle strutture attraverso cui leggere l’evoluzione del progetto.
La continuità sta soprattutto nel modo in cui viene trattato il ritmo. La pressione può essere molto alta, ma non è necessariamente il punto di partenza o di arrivo; percussione, ripetizione e profondità servono piuttosto a modificare gradualmente la percezione della pista. È una costruzione che lavora sulla durata e che rende il set qualcosa di mobile, più vicino a una traiettoria che a una sequenza di picchi.
MARCEL DETTMANN
Anche il percorso di Marcel Dettmann è difficile da leggere attraverso una sola definizione. OstGut, Berghain e la fondazione di MDR costituiscono coordinate della sua storia, ma fermarsi a questi riferimenti rischia di lasciare fuori la parte più interessante del suo metodo: una ricerca sviluppata lentamente, attraverso decenni di ascolto, produzione e DJing, senza trasformare il proprio suono in una formula immutabile.
Dettmann ha raccontato questo processo come un’evoluzione lunga, necessaria per raggiungere la libertà di poter suonare realmente ciò che ama. La stessa impostazione entra nel lavoro in studio, dove evita di partire necessariamente da strutture già stabilite e lascia che siano strumenti, materiale sonoro e circostanze a determinare lo sviluppo di una traccia. Più che difendere un’estetica chiusa, il punto è mantenere aperta la possibilità che il processo porti altrove.
Anche i suoi ascolti precedenti alla techno aiutano a comprendere questa impostazione. Synth-pop, EBM, dark wave, gothic e industrial fanno parte di un retroterra nel quale macchina, ritmo e tensione assumono forme differenti; elementi che nel tempo confluiscono in un’attività da DJ fondata su una ricerca continua di nuova musica. Dettmann ha inoltre sottolineato il valore delle relazioni artistiche rispetto alla semplice appartenenza a un’etichetta, un principio che ha attraversato anche il lavoro sviluppato intorno a MDR.
La sua presenza a Forte Antenne interessa quindi meno come richiamo a una particolare geografia della techno e più per ciò che può accadere quando questo metodo viene inserito in un set condiviso. È qui che il percorso di Dettmann entra realmente in relazione con quello di Adiel.
ADIEL B2B MARCEL DETTMANN: NESSUN SET DA REPLICARE
REBEL ☈ REBEL presenta l’incontro del 25 settembre come “World Premiere” e la definizione coincide con il dato centrale della serata: Adiel e Marcel Dettmann non hanno mai suonato insieme in b2b. Non esiste quindi un set precedente dal quale dedurre una struttura, un equilibrio tra i due o una particolare divisione dei ruoli.
È proprio questa assenza a rendere il formato interessante. Un back-to-back non consiste semplicemente nell’alternanza tra due DJ: ogni disco modifica le possibilità disponibili per quello successivo, costringendo entrambi a leggere contemporaneamente la pista e le decisioni dell’altro. Una progressione che in un set individuale può essere pianificata o controllata in autonomia diventa inevitabilmente più aperta, perché ciascuna scelta può confermare, spostare o interrompere la direzione costruita fino a quel momento.
Nel caso di Adiel e Marcel Dettmann esistono punti di contatto sufficienti senza dover costruire artificialmente il racconto di due città o di due scuole che si incontrano. Entrambi hanno sviluppato il proprio lavoro attraverso una ricerca che attribuisce peso alla selezione, alla durata e alla trasformazione graduale della tensione; allo stesso tempo, arrivano alla console con storie, riferimenti e sensibilità differenti. Il 25 settembre sarà la prima verifica concreta di ciò che queste differenze possono produrre quando vengono messe nello stesso flusso.
Il b2b, in altre parole, non arriva come celebrazione di una collaborazione già consolidata. È il momento in cui quella collaborazione comincia.
REBEL ☈ REBEL E IL CLOSING DI FORTE ANTENNE
instagram.com/rebelrebelrome
instagram.com/forte_antenne
Dietro il closing c’è REBEL ☈ REBEL, progetto attivo nella scena club romana dal 2010. Nel corso degli anni la programmazione si è concentrata sulla techno e sulla cultura del dancefloor, sviluppandosi attraverso spazi e cicli differenti senza identificarsi esclusivamente con un’unica location.
Negli ultimi anni Forte Antenne è diventato uno dei punti centrali della programmazione estiva. Lo spazio immerso nell’area di Villa Ada ha offerto a REBEL ☈ REBEL una dimensione differente rispetto al club tradizionale, mantenendo il dancefloor e la continuità musicale al centro del progetto. Il closing del 25 settembre chiude questo ciclo stagionale scegliendo una formula essenziale: un unico back-to-back costruito intorno a due artisti.
Per Adiel la chiusura assume inevitabilmente anche la forma di un ritorno. Roma è il luogo nel quale la relazione con il club è passata dall’ascolto al lavoro, dal lavoro alla console e dalla console alla produzione; tornare qui per il primo set condiviso con Marcel Dettmann collega quindi una parte della sua storia a una situazione che, musicalmente, non è ancora stata scritta.
Il 25 settembre non ci sarà un precedente da replicare. Sarà il primo Adiel b2b Marcel Dettmann, e il punto interessante è esattamente questo.





