Il 12 e 13 settembre l’Ex Copertificio Sonnino di Besozzo ospita la seconda edizione di ORBITAL. Due giorni tra musica elettronica, arti visive, installazioni, performance, workshop e talk dentro un’ex area industriale, con un’idea al centro: ripensare la distanza tra provincia e grandi centri della produzione culturale.
BIGLIETTI
INFO
instagram.com/orbitalfestivalvarese
Musica, arti visive, exhibition, installazioni, performance, workshop, talk.
FULL LINEUP
ORBITAL non presenta soltanto una lineup musicale. Il programma riunisce DJ e live set, artisti, designer, curatori, laboratori, installazioni e conversazioni. Per mantenere leggibile l’intero cartellone, lo abbiamo organizzato per disciplina.
MUSIC
Sam Ruffillo from Toy Tonics — DJ set
Tyler Ov Gaia — DJ set
Samuele De Santis — vinyl set
Pancratio — DJ set
Disco Exotica — DJ set
Aliotho — live set
Sarah — DJ set
Robypeach — vinyl selection
Funk Rimini — jam set
Xceed conferma inoltre la distribuzione musicale sulle due giornate: Tyler Ov Gaia, Pancratio, Samuele De Santis, Aliotho e Sarah il 12 settembre; Sam Ruffillo, Funk Rimini, Disco Exotica e Robypeach il 13.
ART / EXHIBITION / INSTALLATION
Tokyo Tommy — live art + expo
Marcello Vigoni — expo
Aloha + Jaalo — expo & installation
JUDO TOI — expo
Luca Vanoli — live art
Giamma Eat World — lab + expo
Studio DEF — expo
Giovanni Zuffi — art
Anna Monochrome — art
Shape Up 3D — expo
WORKSHOP / PROJECTS
Keramô Ceramic — lab + expo
“Build in public” by Teca Project & SZN.ZERO
Tea Ceremony by Oleg
Vaps — lab
TALKS
Andrea Gallo by Sugo Design
DJ MAG ITALIA
Federico Paviani + Achille Mauri
This is not + Woodoo Fest
Roberto Intrallazzi
Marco Mascheroni + Marco Zambaldo by Be Closer
CURATOR
Andrea Ceresa
Distance is a perspective
Ci sono festival costruiti intorno a una lineup e festival nei quali la programmazione musicale diventa uno degli elementi di un discorso più ampio. ORBITAL appartiene alla seconda categoria.
Dopo l’esordio del 2025, il progetto occupa nuovamente gli spazi dell’Ex Copertificio Sonnino di Besozzo, ampliandosi quest’anno su due giornate. DJ e live set convivono con mostre, installazioni, live painting, workshop, talk, performance e progetti interattivi, all’interno di un’ex fabbrica coinvolta in un percorso di riqualificazione.
Il claim scelto per questa edizione è “Distance is a perspective”. E più che funzionare come semplice slogan, definisce il punto dal quale ORBITAL prova a costruire la propria identità: la distanza tra centro e provincia.
Il progetto nasce infatti fuori dai grandi poli urbani e lavora sull’idea che musica, arte e produzione culturale non debbano necessariamente convergere verso la metropoli per trovare uno spazio di relazione. Non si tratta di cancellare la distanza geografica, ma di modificarne il peso culturale.
Per due giorni, Besozzo diventa così il punto d’incontro tra club culture, arti visive, design, pratiche indipendenti e professionisti delle industrie creative. Il Comune descrive esplicitamente l’edizione attraverso quattro direttrici: musica, arti/installazioni/performance, talk e workshop.
Un’ex fabbrica come spazio culturale
La scelta dell’Ex Copertificio Sonnino non funziona soltanto come ambientazione. L’edificio industriale entra direttamente nella costruzione del festival.
ORBITAL utilizza gli ambienti dell’ex fabbrica mettendo in relazione le attività con l’architettura esistente: musica, opere, performance e pubblico condividono uno spazio originariamente destinato alla produzione e oggi interessato da un processo di riqualificazione. Il progetto è legato al Comune di Besozzo e a Techne Art Service, con il contributo di Fondazione Cariplo; la curatela dell’evento è indicata da DJ Mag Italia in This is Not Party.
È un passaggio importante perché evita di leggere ORBITAL semplicemente come un festival trasferito dentro un edificio industriale. Lo spazio diventa parte del contenuto: una struttura che ha perso la propria funzione originaria viene temporaneamente riattivata attraverso altre forme di produzione e aggregazione.
Dalla club culture alle arti visive
La componente musicale attraversa territori differenti della musica elettronica contemporanea. Xceed distribuisce il programma su due giornate e conferma, tra gli altri, Tyler Ov Gaia, Pancratio, Samuele De Santis, Aliotho, Sarah, Sam Ruffillo, Funk Rimini, Disco Exotica e Robypeach. Resident Advisor colloca l’evento tra techno e house, ma la composizione del cartellone va oltre una singola classificazione di genere.
La presenza di Sam Ruffillo from Toy Tonics, insieme a DJ set, vinyl selection, live set e jam set, rende evidente una programmazione che non viene costruita attorno a un unico formato. Anche la modalità con cui la musica viene proposta cambia continuamente: consolle, vinile, live e jam convivono nello stesso programma.
Ma il punto di ORBITAL è proprio non isolare questa parte dal resto.
Attorno alla musica si sviluppa infatti una seconda geografia fatta di exhibition, installazioni e live art. Tokyo Tommy, Marcello Vigoni, Aloha + Jaalo, JUDO TOI, Luca Vanoli, Studio DEF, Giovanni Zuffi, Anna Monochrome e Shape Up 3D occupano differenti sezioni del programma, mentre altri progetti attraversano più categorie contemporaneamente.
La distinzione tra concerto, mostra, laboratorio e performance diventa quindi meno netta di quanto sarebbe in un evento costruito per compartimenti.
Il pubblico non deve scegliere un solo linguaggio
È uno degli aspetti che gli stessi organizzatori hanno messo maggiormente a fuoco.
Parlando con DJ Mag Italia, Marco Dassi e Andrea Salvetti hanno spiegato ORBITAL partendo dal cambiamento nel modo di vivere un evento: alla fruizione passiva di un palco o di una lineup contrappongono uno spazio da attraversare, nel quale contenuti e occasioni d’incontro possano sovrapporsi. La loro idea è che musica ed evento culturale non debbano essere due esperienze necessariamente separate.
È probabilmente qui che la quantità di linguaggi presenti nel programma acquista maggiore senso.
Si può entrare per un DJ set e incontrare un’installazione, spostarsi verso un talk, partecipare a un laboratorio o trovarsi davanti a una performance. Il percorso non viene completamente stabilito dalla successione degli artisti su un palco.
In altre parole, la lineup non è l’intero festival: è uno dei suoi possibili accessi.
Dal talk alla pratica
Anche la parte discorsiva è costruita intorno a figure provenienti da ambiti differenti.
Nel programma compaiono Roberto Intrallazzi, DJ MAG ITALIA, Andrea Gallo by Sugo Design, Federico Paviani + Achille Mauri, This is not + Woodoo Fest e Marco Mascheroni + Marco Zambaldo by Be Closer.
La scelta permette di portare dentro lo stesso spazio club culture, progettazione, territorio, industrie creative e pratiche culturali indipendenti. Il Comune presenta infatti i talk come una sezione dedicata a creatività, territorio, cultura del fare e underground.
Accanto alla conversazione c’è poi la pratica. Keramô Ceramic, Giamma Eat World, Vaps, Teca Project & SZN.ZERO e gli altri progetti laboratoriali introducono attività che modificano ancora una volta la posizione del pubblico: non soltanto osservatore di qualcosa che sta accadendo, ma potenziale partecipante a un processo.
Cosa succede quando la provincia smette di comportarsi da periferia?
È qui che “Distance is a perspective” trova la propria lettura più interessante.
ORBITAL non prova a sostenere che Besozzo abbia improvvisamente le stesse infrastrutture culturali di Milano, Berlino o di un altro grande centro europeo. Sarebbe una tesi poco interessante oltre che difficilmente sostenibile.
Fa qualcosa di diverso: utilizza la distanza come materiale del progetto.
Portare nello stesso luogo DJ, producer, artisti visivi, designer, curatori e professionisti significa creare temporaneamente quelle condizioni di prossimità che normalmente spingono le persone verso le città. Il valore non sta quindi soltanto nei singoli nomi presenti nel programma, ma nelle connessioni possibili tra persone che altrimenti potrebbero non condividere lo stesso spazio.
DJ Mag Italia individua proprio nell’uscita dai grandi centri urbani uno degli obiettivi originari di ORBITAL.
La provincia smette così di essere raccontata esclusivamente attraverso ciò che le manca rispetto alla città e diventa il luogo nel quale sperimentare un’altra scala di produzione culturale.
Meeting arts, territory and people
Anche l’altra formula utilizzata da ORBITAL, “Meeting arts, territory and people”, diventa comprensibile dentro questa struttura.
Arts, perché la musica non viene separata dalle altre discipline. Territory, perché Besozzo e l’ex fabbrica non sono elementi intercambiabili del progetto. People, perché l’obiettivo dichiarato non si limita alla presentazione di contenuti, ma comprende la possibilità che dall’incontro tra pubblico, artisti e professionisti nascano relazioni ulteriori.
È un modello già presente in diversi festival multidisciplinari europei, ma qui la questione interessante non è rivendicarne la novità assoluta. È capire cosa succede quando viene applicato fuori dai luoghi nei quali ci aspettiamo normalmente di trovarlo.
Il 12 e 13 settembre l’Ex Copertificio Sonnino sarà contemporaneamente spazio musicale, exhibition, laboratorio e luogo di discussione. Sabato dalle 15:00 all’1:00, domenica dalle 15:00 a mezzanotte.
Poi installazioni e impianti verranno smontati e il festival finirà.
La misura più interessante di ORBITAL, a quel punto, non sarà soltanto ciò che sarà successo durante quelle ore, ma quanto delle connessioni costruite riuscirà a rimanere sul territorio dopo il festival.
Distance is a perspective.
A Besozzo, per due giorni, la prospettiva parte dalla provincia.




