SAMRO Sticker Art Museum Rome rende omaggio al Terzo Paradiso di Pistoletto nel Rebirth Day

L’adesivo come segno minimo, ripetibile, accessibile; il simbolo come struttura universale, aperta, inclusiva.

 

Nell’omaggio che SAMRO offre al “Terzo Paradiso” di Michelangelo Pistoletto proprio il 21 dicembre, identificato nel Terzo Paradiso Rebirth Day, questi due livelli, apparentemente distanti, trovano un punto di contatto concettuale e visivo. 

 

Ne nasce un’operazione che non si limita alla citazione, ma che traduce uno dei simboli più riconoscibili dell’arte contemporanea italiana nel linguaggio della sticker art.

 

Il progetto si inserisce nella missione del SAMRO: documentare e rileggere pratiche artistiche nate fuori dai circuiti istituzionali, mettendole in dialogo con la storia dell’arte e con il pensiero contemporaneo.

Il “Terzo Paradiso”: un simbolo aperto

Ideato da Michelangelo Pistoletto nei primi anni Duemila, il Terzo Paradiso è una rielaborazione del segno matematico dell’infinito, modificato dall’inserimento di un terzo cerchio centrale. 

 

I due cerchi laterali rappresentano, nel pensiero dell’artista, il primo paradiso (la natura) e il secondo paradiso (l’artificio, la tecnologia, la società costruita dall’uomo). 

Il cerchio centrale diventa invece il luogo di una possibile riconciliazione: una nuova fase dell’umanità fondata sull’equilibrio responsabile tra natura e artificio.

 

Nel corso degli anni, il simbolo è stato declinato in contesti e materiali diversi, installazioni, performance, opere partecipative, assumendo la forma di un dispositivo collettivo, pensato per essere reinterpretato e riattivato.

La traduzione del simbolo nel linguaggio della sticker art

L’omaggio del SAMRO al Terzo Paradiso si colloca esattamente in questa logica di riattivazione.

 

All’interno del museo, il simbolo viene ricostruito attraverso una composizione di sticker, realizzati e applicati da più artisti, secondo la pratica tipica delle combo

L’adesivo, per sua natura, è uno strumento di propaganda visiva, di diffusione rapida del messaggio, come sottolineato da Stelleconfuse nel primo catalogo del SAMRO. 

 

Trasporre il Terzo Paradiso nella sticker art significa spostarlo dalla dimensione monumentale a quella quotidiana, urbana, replicabile.

Il simbolo perde così la sua aura di icona intoccabile e diventa superficie abitabile, spazio di intervento e di relazione.

Un gesto coerente con la storia del SAMRO

Questo omaggio si inserisce coerentemente nella storia dello Sticker Art Museum Rome.

 

Nel racconto dell’arte urbana contemporanea, la sticker art resta una pratica laterale: seriale, rapida, destinata alla dispersione.

A Roma, il Sticker Art Museum Rome (SAMRO) ha scelto di affrontare questa fragilità trasformandola in metodo curatoriale. Non un museo tradizionale, ma un dispositivo di archiviazione viva che nasce dalla strada e alla strada continua a riferirsi.

 

Fondato nel luglio 2022, il SAMRO prende forma inizialmente all’interno di una cabina telefonica dismessa nei pressi del MACRO.

L’operazione, firmata da Mirko Vignozzi (Stelleconfuse) e Pino Volpino, si configura come un intervento di riqualificazione urbana: un micro-museo interamente rivestito da combo di adesivi provenienti da artisti di tutto il mondo.

 

L’esperimento dura pochi mesi, perchè un atto vandalico danneggia gli interni della cabina, interrompendo la prima fase del progetto.

 

Ma l’episodio non ne segna la fine.

Al contrario, diventa il punto di passaggio verso una seconda vita più strutturata: il SAMRO trova ospitalità all’interno del MAAM – Museo dell’Altro e dell’Altrove, dove si consolida come museo nel museo e viene inaugurato ufficialmente, ottenendo un riscontro ampio da parte di artisti e pubblico.

Un archivio vivo, non una collezione

Alla luce di questa storia, il Sticker Art Museum Rome assume un ruolo preciso nel panorama contemporaneo. Non istituzionalizza la sticker art per neutralizzarla, ma ne documenta le traiettorie, mettendo in relazione pratiche storiche e produzioni attuali.

Le centinaia di contributi internazionali presenti nel museo non costruiscono un canone, ma una mappa aperta, in continuo aggiornamento.

Il SAMRO si presenta così come un museo minimo ma concettualmente denso: uno spazio che riflette sul valore culturale dell’effimero e sulla possibilità di conservarlo senza tradirne il senso.

Freak Motel

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Coca Puma

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Groove Armada

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Bassolino

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Pulp

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Darius

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