Resonance tra techno, architettura e ascolto ad Ekklesia

Resonance tra techno, architettura e ascolto ad Ekklesia

Sabato 16 maggio Resonance torna da Ekklesia a Torre del Greco con un nuovo appuntamento costruito attorno al rapporto tra suono, spazio e percezione.

All’interno della chiesa sconsacrata situata nell’area vesuviana, il progetto continua a sviluppare una ricerca orientata a una dimensione del clubbing distante dalle dinamiche più convenzionali dell’intrattenimento contemporaneo, concentrandosi invece sull’ascolto, sulla continuità sonora e sulla relazione diretta tra architettura e dancefloor.

Per l’occasione saranno presenti Benth e Obito, due percorsi differenti che si incontrano all’interno di una visione comune costruita su strutture techno essenziali, progressioni ritmiche e centralità del suono.

INFO

www.instagram.com/__rsnc__
www.instagram.com/ekklesia_tdg

 

LINE UP

BENTH 
OBITO

Negli ultimi mesi Resonance ha consolidato una linea precisa all’interno della scena elettronica campana, sviluppando eventi in cui il suono non viene utilizzato come semplice accompagnamento dell’esperienza, ma come elemento centrale capace di ridefinire il rapporto tra persone, spazio e permanenza sul dancefloor.

Lontano dalle logiche più immediate del clubbing contemporaneo, il progetto costruisce contesti in cui la musica assume un ruolo strutturale. La continuità del set, la pressione ritmica e la gestione dell’ambiente diventano parte di un approccio che punta a riportare l’attenzione sulla dimensione fisica dell’ascolto.

In questa prospettiva la techno viene trattata come linguaggio diretto, privo di sovrastrutture estetiche, mantenendo il focus sull’impatto sonoro e sulla relazione tra frequenze, architettura e movimento.

EKKLESIA E IL TERRITORIO VESUVIANO

La scelta di Ekklesia rappresenta uno degli elementi centrali dell’identità di Resonance.

Lo spazio nasce dalla riconversione di una cappella gentilizia del XVIII secolo trasformata nel tempo in ambiente dedicato a musica, arte ed eventi culturali. La struttura originale della chiesa continua a convivere con impianto sonoro, luci e configurazione da dancefloor, generando un contrasto costante tra funzione storica e utilizzo contemporaneo.

È proprio all’interno di questa tensione che il progetto costruisce una nuova connessione tra il magma culturale vesuviano e la club culture contemporanea, utilizzando un luogo simbolico del territorio come elemento attivo dell’esperienza sonora.

L’architettura non rimane sfondo passivo dell’evento, ma partecipa direttamente alla costruzione dell’ascolto, amplificando il rapporto tra riverbero, pressione sonora e percezione fisica dello spazio.

BENTH E OBITO

Benth è una delle figure centrali del progetto Ultrasound, realtà sviluppata tra open air, ricerca sonora e cultura elettronica nel territorio vesuviano.

La sua formazione nasce dall’elettronica e dalla cultura del collezionismo musicale, evolvendosi successivamente attraverso l’attività da DJ e la costruzione di una linea sonora orientata alla techno e alle sue derivazioni più ipnotiche e immersive.

Nel corso degli anni ha collaborato con diverse realtà della scena campana partecipando a contesti legati a clubbing, ricerca musicale e progettualità indipendenti. Tra le esperienze maturate figurano collaborazioni con organizzazioni e format attivi tra Napoli e l’area vesuviana, oltre a occasioni condivise con artisti della scena elettronica italiana come Alex Neri.

La sua selezione si sviluppa attraverso strutture ritmiche continue, synth lineari e costruzioni progressive orientate alla permanenza sul dancefloor, mantenendo un approccio diretto e coerente con l’identità sonora sviluppata negli ultimi anni attraverso Ultrasound.

Accanto a lui sarà presente Obito, alias di Tobia Liguoro, resident di Resonance e figura attiva nel circuito techno campano.

Il suo percorso si concentra su set costruiti attraverso progressioni ritmiche, groove continui e una gestione del dancefloor orientata alla tensione sonora e alla fluidità della selezione. All’interno di Resonance contribuisce attivamente allo sviluppo dell’identità musicale del progetto, mantenendo una linea coerente con la visione sonora portata avanti dal collettivo negli ultimi mesi.

Sabato 16 maggio Resonance torna da Ekklesia a Torre del Greco con un nuovo appuntamento costruito attorno al rapporto tra suono, spazio e percezione.

All’interno della chiesa sconsacrata situata nell’area vesuviana, il progetto continua a sviluppare una ricerca orientata a una dimensione del clubbing distante dalle dinamiche più convenzionali dell’intrattenimento contemporaneo, concentrandosi invece sull’ascolto, sulla continuità sonora e sulla relazione diretta tra architettura e dancefloor.

Per l’occasione saranno presenti Benth e Obito, due percorsi differenti che si incontrano all’interno di una visione comune costruita su strutture techno essenziali, progressioni ritmiche e centralità del suono.

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www.instagram.com/ekklesia_tdg

 

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BENTH 
OBITO

Negli ultimi mesi Resonance ha consolidato una linea precisa all’interno della scena elettronica campana, sviluppando eventi in cui il suono non viene utilizzato come semplice accompagnamento dell’esperienza, ma come elemento centrale capace di ridefinire il rapporto tra persone, spazio e permanenza sul dancefloor.

Lontano dalle logiche più immediate del clubbing contemporaneo, il progetto costruisce contesti in cui la musica assume un ruolo strutturale. La continuità del set, la pressione ritmica e la gestione dell’ambiente diventano parte di un approccio che punta a riportare l’attenzione sulla dimensione fisica dell’ascolto.

In questa prospettiva la techno viene trattata come linguaggio diretto, privo di sovrastrutture estetiche, mantenendo il focus sull’impatto sonoro e sulla relazione tra frequenze, architettura e movimento.

EKKLESIA E IL TERRITORIO VESUVIANO

La scelta di Ekklesia rappresenta uno degli elementi centrali dell’identità di Resonance.

Lo spazio nasce dalla riconversione di una cappella gentilizia del XVIII secolo trasformata nel tempo in ambiente dedicato a musica, arte ed eventi culturali. La struttura originale della chiesa continua a convivere con impianto sonoro, luci e configurazione da dancefloor, generando un contrasto costante tra funzione storica e utilizzo contemporaneo.

È proprio all’interno di questa tensione che il progetto costruisce una nuova connessione tra il magma culturale vesuviano e la club culture contemporanea, utilizzando un luogo simbolico del territorio come elemento attivo dell’esperienza sonora.

L’architettura non rimane sfondo passivo dell’evento, ma partecipa direttamente alla costruzione dell’ascolto, amplificando il rapporto tra riverbero, pressione sonora e percezione fisica dello spazio.

BENTH E OBITO

Benth è una delle figure centrali del progetto Ultrasound, realtà sviluppata tra open air, ricerca sonora e cultura elettronica nel territorio vesuviano.

La sua formazione nasce dall’elettronica e dalla cultura del collezionismo musicale, evolvendosi successivamente attraverso l’attività da DJ e la costruzione di una linea sonora orientata alla techno e alle sue derivazioni più ipnotiche e immersive.

Nel corso degli anni ha collaborato con diverse realtà della scena campana partecipando a contesti legati a clubbing, ricerca musicale e progettualità indipendenti. Tra le esperienze maturate figurano collaborazioni con organizzazioni e format attivi tra Napoli e l’area vesuviana, oltre a occasioni condivise con artisti della scena elettronica italiana come Alex Neri.

La sua selezione si sviluppa attraverso strutture ritmiche continue, synth lineari e costruzioni progressive orientate alla permanenza sul dancefloor, mantenendo un approccio diretto e coerente con l’identità sonora sviluppata negli ultimi anni attraverso Ultrasound.

Accanto a lui sarà presente Obito, alias di Tobia Liguoro, resident di Resonance e figura attiva nel circuito techno campano.

Il suo percorso si concentra su set costruiti attraverso progressioni ritmiche, groove continui e una gestione del dancefloor orientata alla tensione sonora e alla fluidità della selezione. All’interno di Resonance contribuisce attivamente allo sviluppo dell’identità musicale del progetto, mantenendo una linea coerente con la visione sonora portata avanti dal collettivo negli ultimi mesi.

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