Crack! Fumetti Dirompenti, autoproduzione ed editoria indipendente al Forte Prenestino

Crack! Fumetti Dirompenti, autoproduzione ed editoria indipendente al Forte Prenestino

VENTUN ANNI DI AUTOPRODUZIONE

CRACK! 2026 torna al Forte Prenestino tra editoria indipendente, musica e reti culturali europee

Prima delle piattaforme digitali, prima dei social network e prima che la distribuzione culturale venisse progressivamente concentrata nelle mani di pochi soggetti globali, esistevano reti costruite attraverso pubblicazioni stampate, scambi diretti, viaggi, concerti, fanzine, radio indipendenti e luoghi fisici di incontro.

Dal 25 al 28 giugno il CSOA Forte Prenestino di Roma ospita la XXI edizione di CRACK! Fumetti Dirompenti, festival internazionale di arte disegnata e stampata nato da una prima esperienza nel 2003 e sviluppato con l’identità attuale a partire dal 2005. Nel corso di oltre vent’anni il festival è diventato un punto di incontro tra editoria indipendente, fumetto, stampa artigianale, arti visive, autoproduzione e pratiche DIY provenienti da numerosi territori europei.

L’edizione 2026 si sviluppa attorno a una parola apparentemente semplice: HAPPINESS.

INFO

25–28 giugno 2026

CSOA Forte Prenestino

Via Federico Delpino 187, Roma

fortepressa.net/crack2026

HAPPINESS

A differenza di quanto potrebbe suggerire il titolo, il tema curatoriale del festival non propone una celebrazione ingenua della felicità.

Nel materiale ufficiale dell’edizione 2026 compaiono riferimenti alla scrittrice Rebecca Solnit e alla teorica culturale Sara Ahmed, autrici che hanno affrontato criticamente il concetto di felicità come modello sociale, economico e culturale.

Da un lato emerge l’idea che la felicità venga spesso trasformata in un obiettivo permanente da inseguire; dall’altro viene rivendicata la possibilità di sottrarsi a percorsi prestabiliti e a definizioni imposte di benessere, successo e realizzazione personale.

Attraverso mostre, pubblicazioni, installazioni e interventi artistici, CRACK! utilizza quindi HAPPINESS come strumento per interrogare i modelli culturali dominanti e le forme di vita che vengono considerate desiderabili, produttive o normali.

Non è soltanto un tema grafico. È la chiave di lettura dell’intera edizione.

FORTE PRENESTINO

Per comprendere CRACK! è necessario comprendere il luogo che lo ospita.

Il Forte Prenestino viene occupato il 1° maggio 1986 e da quasi quarant’anni rappresenta uno dei più importanti laboratori di produzione culturale indipendente presenti in Italia. Nel tempo ha ospitato attività editoriali, radio indipendenti, laboratori di serigrafia, concerti, festival, iniziative artistiche e progetti sociali sviluppati fuori dai circuiti istituzionali tradizionali.

CRACK! nasce all’interno di questo contesto e continua a essere profondamente legato alla sua storia. Il festival non utilizza il Forte come semplice spazio espositivo ma come infrastruttura culturale attiva, nella quale produzione, distribuzione e incontro continuano a convivere nello stesso luogo.

PIÙ DI CINQUECENTO PROPOSTE

Uno dei dati più significativi dell’edizione 2026 è probabilmente anche il più semplice.

Secondo gli organizzatori, il festival riunisce oltre cinquecento proposte provenienti da tutto il mondo e continua a mantenere una caratteristica che lo distingue dalla maggior parte degli eventi editoriali contemporanei: la presenza esclusiva di editori e progetti indipendenti.

Tra le celle, i corridoi e gli spazi espositivi del Forte trovano posto fumetti autoprodotti, zine, small press, serigrafie, poster, pubblicazioni sperimentali, stampa artigianale e progetti che operano al di fuori delle logiche dell’editoria mainstream. Realtà come Frigidaire, Agenzia X, Eris Edizioni, Hollow Press, Sputnik Press, La Fanzinothèque, Autonomous Cultural Centre Attack, PVNX23 e decine di collettivi internazionali contribuiscono a costruire una geografia culturale che attraversa Francia, Spagna, Germania, Belgio, Croazia, Grecia, Repubblica Ceca, Svezia e numerosi altri territori.

L’obiettivo non è costruire una fiera commerciale ma una rete di incontro tra persone che condividono pratiche produttive e visioni culturali affini.

OPERE, STAMPE E IMMAGINARI

Uno degli aspetti più interessanti di CRACK! è che il festival non mette al centro soltanto gli autori, ma soprattutto le opere e i processi che le generano.

Passeggiando tra gli spazi del Forte Prenestino si incontrano tavole originali, manifesti, libri d’artista, serigrafie, fanzine, pubblicazioni sperimentali, stampa indipendente, opere collettive e produzioni che spesso esistono al di fuori delle normali reti distributive.

Molti dei progetti presenti utilizzano ancora tecniche di stampa artigianale, tirature limitate, autoproduzione e distribuzione diretta. In questo senso CRACK! non rappresenta soltanto una vetrina espositiva ma un luogo in cui è possibile osservare concretamente come un’opera viene progettata, stampata, diffusa e condivisa.

La presenza contemporanea di fumetto, grafica, poster art, editoria radicale, illustrazione, arte pubblica e stampa indipendente rende il festival uno dei pochi contesti in cui discipline normalmente separate continuano a convivere all’interno dello stesso ecosistema culturale.

STAMPA, SERIGRAFIA E AUTOPRODUZIONE

Tra i nuclei storici del festival continua ad avere un ruolo centrale la Serigrafia del Forte.

Durante CRACK! il laboratorio rimane operativo prima e durante il festival, proponendo workshop aperti e momenti di produzione condivisa. Il progetto promuove una filiera indipendente che attraversa ideazione, stampa e distribuzione, mantenendo al centro la condivisione delle competenze e l’autonomia produttiva.

Accanto alla serigrafia trovano spazio installazioni, performance, teatro d’ombre, pratiche partecipative e progetti come KaBOUM, intervento ideato dalla compagnia francese Klein, che trasforma temporaneamente lo spazio in un’esperienza collettiva tra performance, immaginazione e partecipazione.

Più che una semplice esposizione di opere, CRACK! continua a mettere al centro i processi produttivi che rendono possibile la loro esistenza.

CRACK! PLAY

Anche la programmazione musicale riflette la stessa filosofia.

La sezione CRACK! PLAY attraversa elettronica, dub, post-punk, sperimentazione, culture rave e pratiche DIY. Tra gli ospiti figurano Toolsy / Christophe Brunel, fondatore di Toolbox Records, che presenterà un set dedicato alla cultura del vinile e alle sue forme più artigianali, esponendo copertine realizzate a mano, serigrafate e autoprodotte come parte integrante dell’esperienza d’ascolto.

Nel programma trovano spazio anche DJ Travella, protagonista della scena singeli di Dar es Salaam, Jay Mitta & Anti Vairas, Cruz Luma, SALVE, Una Snoup, Mish Mish, Hassan K., Camily e numerose altre realtà che operano tra ricerca sonora, elettronica, punk, dub, sperimentazione e pratiche musicali indipendenti.

Più che una line-up costruita attorno ai grandi nomi, CRACK! PLAY appare come una prosecuzione naturale della stessa logica che guida l’area editoriale del festival: creare connessioni tra scene culturali differenti accomunate da modelli produttivi autonomi.

RADIO ONDA ROSSA

Tra le presenze storiche del festival torna anche Radio Onda Rossa, emittente indipendente attiva dal 1977.

Per tutta la durata di CRACK! il gazebo della radio ospiterà interviste, racconti, audiofumetti e incontri con gli artisti presenti, trasmettendo in diretta e raccogliendo contributi destinati a Scarceranda, agenda realizzata nell’ambito delle campagne contro il sistema carcerario.

La presenza della radio racconta uno degli aspetti più caratteristici del festival: la convivenza tra editoria, stampa, arti visive, musica e strumenti indipendenti di comunicazione.

UNA CULTURA CHE CONTINUA A ESISTERE

Negli ultimi anni molte controculture sono state raccontate attraverso l’archivio, la memoria o la nostalgia.

CRACK! racconta invece qualcosa di diverso.

Racconta una cultura che continua a produrre il proprio presente.

A ventun anni dalla nascita del festival e a quasi quarant’anni dall’occupazione del Forte Prenestino, centinaia di artisti, stampatori, editori, musicisti, radio indipendenti e collettivi continuano a incontrarsi fisicamente nello stesso luogo per condividere pubblicazioni, strumenti, tecniche, idee e pratiche di autoproduzione.

In un’epoca in cui gran parte della produzione culturale passa attraverso infrastrutture digitali centralizzate, CRACK! continua a investire sulla materialità della stampa, sull’incontro diretto e sulla costruzione di comunità reali.

Più che un festival, è uno dei luoghi in cui è ancora possibile osservare come una cultura indipendente continui a produrre se stessa.

VENTUN ANNI DI AUTOPRODUZIONE

CRACK! 2026 torna al Forte Prenestino tra editoria indipendente, musica e reti culturali europee

Prima delle piattaforme digitali, prima dei social network e prima che la distribuzione culturale venisse progressivamente concentrata nelle mani di pochi soggetti globali, esistevano reti costruite attraverso pubblicazioni stampate, scambi diretti, viaggi, concerti, fanzine, radio indipendenti e luoghi fisici di incontro.

Dal 25 al 28 giugno il CSOA Forte Prenestino di Roma ospita la XXI edizione di CRACK! Fumetti Dirompenti, festival internazionale di arte disegnata e stampata nato da una prima esperienza nel 2003 e sviluppato con l’identità attuale a partire dal 2005. Nel corso di oltre vent’anni il festival è diventato un punto di incontro tra editoria indipendente, fumetto, stampa artigianale, arti visive, autoproduzione e pratiche DIY provenienti da numerosi territori europei.

L’edizione 2026 si sviluppa attorno a una parola apparentemente semplice: HAPPINESS.

INFO

25–28 giugno 2026

CSOA Forte Prenestino

Via Federico Delpino 187, Roma

fortepressa.net/crack2026

HAPPINESS

A differenza di quanto potrebbe suggerire il titolo, il tema curatoriale del festival non propone una celebrazione ingenua della felicità.

Nel materiale ufficiale dell’edizione 2026 compaiono riferimenti alla scrittrice Rebecca Solnit e alla teorica culturale Sara Ahmed, autrici che hanno affrontato criticamente il concetto di felicità come modello sociale, economico e culturale.

Da un lato emerge l’idea che la felicità venga spesso trasformata in un obiettivo permanente da inseguire; dall’altro viene rivendicata la possibilità di sottrarsi a percorsi prestabiliti e a definizioni imposte di benessere, successo e realizzazione personale.

Attraverso mostre, pubblicazioni, installazioni e interventi artistici, CRACK! utilizza quindi HAPPINESS come strumento per interrogare i modelli culturali dominanti e le forme di vita che vengono considerate desiderabili, produttive o normali.

Non è soltanto un tema grafico. È la chiave di lettura dell’intera edizione.

FORTE PRENESTINO

Per comprendere CRACK! è necessario comprendere il luogo che lo ospita.

Il Forte Prenestino viene occupato il 1° maggio 1986 e da quasi quarant’anni rappresenta uno dei più importanti laboratori di produzione culturale indipendente presenti in Italia. Nel tempo ha ospitato attività editoriali, radio indipendenti, laboratori di serigrafia, concerti, festival, iniziative artistiche e progetti sociali sviluppati fuori dai circuiti istituzionali tradizionali.

CRACK! nasce all’interno di questo contesto e continua a essere profondamente legato alla sua storia. Il festival non utilizza il Forte come semplice spazio espositivo ma come infrastruttura culturale attiva, nella quale produzione, distribuzione e incontro continuano a convivere nello stesso luogo.

PIÙ DI CINQUECENTO PROPOSTE

Uno dei dati più significativi dell’edizione 2026 è probabilmente anche il più semplice.

Secondo gli organizzatori, il festival riunisce oltre cinquecento proposte provenienti da tutto il mondo e continua a mantenere una caratteristica che lo distingue dalla maggior parte degli eventi editoriali contemporanei: la presenza esclusiva di editori e progetti indipendenti.

Tra le celle, i corridoi e gli spazi espositivi del Forte trovano posto fumetti autoprodotti, zine, small press, serigrafie, poster, pubblicazioni sperimentali, stampa artigianale e progetti che operano al di fuori delle logiche dell’editoria mainstream. Realtà come Frigidaire, Agenzia X, Eris Edizioni, Hollow Press, Sputnik Press, La Fanzinothèque, Autonomous Cultural Centre Attack, PVNX23 e decine di collettivi internazionali contribuiscono a costruire una geografia culturale che attraversa Francia, Spagna, Germania, Belgio, Croazia, Grecia, Repubblica Ceca, Svezia e numerosi altri territori.

L’obiettivo non è costruire una fiera commerciale ma una rete di incontro tra persone che condividono pratiche produttive e visioni culturali affini.

OPERE, STAMPE E IMMAGINARI

Uno degli aspetti più interessanti di CRACK! è che il festival non mette al centro soltanto gli autori, ma soprattutto le opere e i processi che le generano.

Passeggiando tra gli spazi del Forte Prenestino si incontrano tavole originali, manifesti, libri d’artista, serigrafie, fanzine, pubblicazioni sperimentali, stampa indipendente, opere collettive e produzioni che spesso esistono al di fuori delle normali reti distributive.

Molti dei progetti presenti utilizzano ancora tecniche di stampa artigianale, tirature limitate, autoproduzione e distribuzione diretta. In questo senso CRACK! non rappresenta soltanto una vetrina espositiva ma un luogo in cui è possibile osservare concretamente come un’opera viene progettata, stampata, diffusa e condivisa.

La presenza contemporanea di fumetto, grafica, poster art, editoria radicale, illustrazione, arte pubblica e stampa indipendente rende il festival uno dei pochi contesti in cui discipline normalmente separate continuano a convivere all’interno dello stesso ecosistema culturale.

STAMPA, SERIGRAFIA E AUTOPRODUZIONE

Tra i nuclei storici del festival continua ad avere un ruolo centrale la Serigrafia del Forte.

Durante CRACK! il laboratorio rimane operativo prima e durante il festival, proponendo workshop aperti e momenti di produzione condivisa. Il progetto promuove una filiera indipendente che attraversa ideazione, stampa e distribuzione, mantenendo al centro la condivisione delle competenze e l’autonomia produttiva.

Accanto alla serigrafia trovano spazio installazioni, performance, teatro d’ombre, pratiche partecipative e progetti come KaBOUM, intervento ideato dalla compagnia francese Klein, che trasforma temporaneamente lo spazio in un’esperienza collettiva tra performance, immaginazione e partecipazione.

Più che una semplice esposizione di opere, CRACK! continua a mettere al centro i processi produttivi che rendono possibile la loro esistenza.

CRACK! PLAY

Anche la programmazione musicale riflette la stessa filosofia.

La sezione CRACK! PLAY attraversa elettronica, dub, post-punk, sperimentazione, culture rave e pratiche DIY. Tra gli ospiti figurano Toolsy / Christophe Brunel, fondatore di Toolbox Records, che presenterà un set dedicato alla cultura del vinile e alle sue forme più artigianali, esponendo copertine realizzate a mano, serigrafate e autoprodotte come parte integrante dell’esperienza d’ascolto.

Nel programma trovano spazio anche DJ Travella, protagonista della scena singeli di Dar es Salaam, Jay Mitta & Anti Vairas, Cruz Luma, SALVE, Una Snoup, Mish Mish, Hassan K., Camily e numerose altre realtà che operano tra ricerca sonora, elettronica, punk, dub, sperimentazione e pratiche musicali indipendenti.

Più che una line-up costruita attorno ai grandi nomi, CRACK! PLAY appare come una prosecuzione naturale della stessa logica che guida l’area editoriale del festival: creare connessioni tra scene culturali differenti accomunate da modelli produttivi autonomi.

RADIO ONDA ROSSA

Tra le presenze storiche del festival torna anche Radio Onda Rossa, emittente indipendente attiva dal 1977.

Per tutta la durata di CRACK! il gazebo della radio ospiterà interviste, racconti, audiofumetti e incontri con gli artisti presenti, trasmettendo in diretta e raccogliendo contributi destinati a Scarceranda, agenda realizzata nell’ambito delle campagne contro il sistema carcerario.

La presenza della radio racconta uno degli aspetti più caratteristici del festival: la convivenza tra editoria, stampa, arti visive, musica e strumenti indipendenti di comunicazione.

UNA CULTURA CHE CONTINUA A ESISTERE

Negli ultimi anni molte controculture sono state raccontate attraverso l’archivio, la memoria o la nostalgia.

CRACK! racconta invece qualcosa di diverso.

Racconta una cultura che continua a produrre il proprio presente.

A ventun anni dalla nascita del festival e a quasi quarant’anni dall’occupazione del Forte Prenestino, centinaia di artisti, stampatori, editori, musicisti, radio indipendenti e collettivi continuano a incontrarsi fisicamente nello stesso luogo per condividere pubblicazioni, strumenti, tecniche, idee e pratiche di autoproduzione.

In un’epoca in cui gran parte della produzione culturale passa attraverso infrastrutture digitali centralizzate, CRACK! continua a investire sulla materialità della stampa, sull’incontro diretto e sulla costruzione di comunità reali.

Più che un festival, è uno dei luoghi in cui è ancora possibile osservare come una cultura indipendente continui a produrre se stessa.

I nostri ultimi articoli

Share

Crack! Fumetti Dirompenti, autoproduzione ed editoria indipendente al Forte Prenestino