Milano aggiunge un nuovo spazio dedicato all’arte contemporanea, ma questa volta senza pareti, biglietti o orari di apertura. MACA – Museo a Cielo Aperto Milano nasce come museo pubblico permanente all’interno dello spazio urbano, trasformando Via Luigi Nono, nell’area esterna del Tempio del Futuro Perduto, in una galleria accessibile gratuitamente ventiquattro ore su ventiquattro.
A inaugurare il progetto è “Rinascimento Elettronico”, mostra firmata da Captain Cosmotic, artista multidisciplinare tedesco che rilegge la storia dell’arte occidentale attraverso l’immaginario della club culture, dei sintetizzatori e della musica elettronica.
INFO
“Rinascimento Elettronico”
MACA – Museo a Cielo Aperto Milano
Via Luigi Nono 7, Milano
Un museo che porta l’arte nello spazio pubblico
MACA nasce dall’esperienza del Tempio del Futuro Perduto, realtà culturale indipendente che negli ultimi anni ha trasformato uno spazio industriale recuperato in un laboratorio dedicato ad arte, musica, formazione e progettualità culturale.
Con il nuovo museo questa visione si estende direttamente alla città: il lungo muro di Via Luigi Nono diventa uno spazio espositivo permanente, visitabile liberamente in qualsiasi momento della giornata.
L’obiettivo è portare l’arte fuori dagli spazi istituzionali e renderla parte del paesaggio urbano quotidiano, ospitando interventi di artisti provenienti da differenti contesti internazionali.
Chi è Captain Cosmotic e cos’è “Rinascimento Elettronico”
Dietro il nome Captain Cosmotic si cela l’artista multidisciplinare tedesco Ansgar Te, autore di una ricerca visiva che mette in relazione la storia dell’arte occidentale con l’immaginario della musica elettronica e della club culture contemporanea.
Per la mostra inaugurale del MACA – Museo a Cielo Aperto Milano, Captain Cosmotic presenta “Rinascimento Elettronico”, progetto che attraversa secoli di storia dell’arte reinterpretando opere e linguaggi di autori come Caravaggio, Johannes Vermeer, Salvador Dalí, i maestri della pittura fiamminga e numerosi altri protagonisti della tradizione occidentale.
Figure, composizioni e simboli iconografici vengono ricontestualizzati attraverso sintetizzatori, console DJ, impianti audio, luci sceniche e riferimenti alla cultura dei club, dando vita a un dialogo tra patrimonio artistico e immaginario contemporaneo.
Più che una semplice operazione di citazione, “Rinascimento Elettronico” utilizza la storia dell’arte come materia viva, mettendo in relazione linguaggi visivi appartenenti a epoche differenti per riflettere su come cambino gli strumenti della creatività, senza cambiare il bisogno umano di immaginare, sperimentare e costruire nuovi mondi.
Quando Salvador Dalí incontra un sintetizzatore Roland
Tra le opere di “Rinascimento Elettronico” compare anche una reinterpretazione dedicata a Salvador Dalí, ritratto mentre impugna un Roland SH-101, uno dei sintetizzatori più riconoscibili della produzione elettronica degli anni Ottanta.
L’opera conserva l’intensità espressiva e la teatralità associate all’immaginario surrealista di Dalí, sostituendo però gli strumenti tradizionali della rappresentazione artistica con uno strumento musicale. Il sintetizzatore diventa così il punto d’incontro tra due epoche e due pratiche creative solo apparentemente distanti: la pittura e la produzione elettronica.
Più che una semplice contaminazione estetica, Captain Cosmotic propone un parallelismo tra gli strumenti della creazione artistica. Se per i maestri del passato pennelli, tele e pigmenti erano il mezzo attraverso cui dare forma a nuove visioni, oggi sintetizzatori, drum machine e mixer rappresentano strumenti altrettanto centrali nella costruzione dell’immaginario contemporaneo. Non sostituiscono la pittura, ma ne raccolgono idealmente l’eredità come strumenti di ricerca, sperimentazione ed espressione.
Vermeer, una drum machine e il linguaggio dell’ironia
Uno degli elementi più ricorrenti nella ricerca di Captain Cosmotic è la rilettura dell’iconografia classica attraverso riferimenti alla produzione musicale elettronica.
Emblematica è la reinterpretazione di “Woman Holding a Balance” di Johannes Vermeer. Nel dipinto originale, realizzato tra il 1662 e il 1663, una donna osserva con attenzione una piccola bilancia, in una scena tradizionalmente interpretata come allegoria dell’equilibrio, della misura e della riflessione morale.
Captain Cosmotic conserva la composizione e l’estetica della pittura del Secolo d’oro olandese, ma ne cambia radicalmente la narrazione. La protagonista non è più impegnata a pesare gli oggetti: è alla ricerca del rullante perfetto e registra nuove melodie. Il simbolismo religioso e domestico lascia così spazio all’universo della produzione elettronica, dove sintetizzatori, drum machine e studio di registrazione diventano i nuovi strumenti della creazione artistica.
La consolle come nuovo spazio rituale
Tra le opere di “Rinascimento Elettronico” compare anche “Sebastian, The Ecstasy of Gold”, in cui Captain Cosmotic mette in dialogo la teatralità della pittura barocca con l’immaginario della cultura elettronica.
La composizione riprende i forti contrasti di luce e l’intensità espressiva tipici della tradizione seicentesca, ma colloca al centro della scena una consolle da DJ. Non si tratta di una semplice sostituzione iconografica: la postazione diventa il fulcro della composizione e il nuovo spazio attorno a cui si costruisce la narrazione.
L’opera suggerisce così un parallelismo tra due epoche e due forme di creatività. Da un lato la pittura storica europea, dall’altro gli strumenti della produzione elettronica, che assumono un ruolo centrale nella costruzione dell’immaginario contemporaneo. La consolle diventa il luogo in cui il gesto artistico si rinnova, senza interrompere il dialogo con la tradizione.
Quando anche la storia dell’arte viene riscritta
L’ironia di Captain Cosmotic non si limita alle immagini. In opere come “The Berghain 2076” viene reinterpretata perfino la struttura delle tradizionali schede museali.
Prendendo come punto di partenza il pittore americano Frederic Edwin Church, figura centrale della Hudson River School, l’artista modifica biografia, cronologia e apparato critico attraverso una serie di anacronismi volutamente impossibili. Le date vengono alterate, il celebre paesaggista diventa l’autore di grandi club e skatepark, mentre il linguaggio della storia dell’arte si intreccia con riferimenti a DJ, nightlife e cultura elettronica.
L’obiettivo non è confondere il pubblico, ma interrogare il modo in cui attribuiamo autorevolezza ai racconti museali. Attraverso il paradosso, Captain Cosmotic costruisce un universo alternativo in cui la cultura dei club entra nella storia dell’arte non come semplice citazione, ma come parte integrante del suo immaginario.
Un nuovo spazio espositivo per Milano
Con l’apertura di MACA – Museo a Cielo Aperto Milano, il Tempio del Futuro Perduto inaugura un nuovo progetto dedicato all’arte pubblica contemporanea. La scelta di affidare il debutto a “Rinascimento Elettronico” evidenzia la volontà di proporre un museo aperto, permanente e accessibile, in cui lo spazio urbano diventa parte integrante dell’esperienza espositiva.
La mostra di Captain Cosmotic inaugura così il primo capitolo di un programma destinato a svilupparsi attraverso nuovi interventi artistici nello spazio pubblico, confermando come il dialogo tra patrimonio culturale e linguaggi contemporanei possa trovare nella città un luogo di incontro aperto e condiviso.





