2manydjs portano l’elettronica nella sacralità degli Abbey Road Studios di Londra

2manydjs portano l’elettronica nella sacralità degli Abbey Road Studios di Londra

Il prossimo 21 febbraio 2026 gli storici studi di registrazione Abbey Road Studios di Londra ospiteranno una serata senza precedenti: “Abbey Road After Hours”, una festa intima e prima “rave” ufficiale mai organizzata all’interno di Studio One, lo stesso spazio in cui sono state registrate incisioni leggendarie come “All You Need Is Love” dei Beatles.

L’evento avrà luogo dalle 20 e vedrà i fratelli David e Stephen Dewaele curare l’intera serata sotto il loro alias DJ 2manydjs, accompagnati da special guest ancora non annunciati.

Una delle caratteristiche distintive di questa serata è la presentazione in anteprima del nuovo sistema audio DEEWEE Soundsystem, un impianto ispirato al celebre setup del Paradise Garage di New York, progettato per restituire un’esperienza sonora immersiva e su misura per l’ambiente di Studio One.

La festa sarà inoltre arricchita da musica completamente nuova: secondo le comunicazioni degli organizzatori, i Soulwax registreranno materiale inedito il giorno prima nell’adiacente Studio Two, utilizzando l’equipaggiamento vintage dello storico complesso. Questi brani saranno poi registrati direttamente su vinile e suonati durante l’evento.

L’evento è concepito come esperienza esclusiva e l’accesso è limitato a soli 300 partecipanti.
Non essendo disponibili biglietti in vendita libera su piattaforme tradizionali, l’organizzazione ha previsto un sistema di assegnazione tramite public ballot

In un richiamo all’era pre-digitale dei rave, gli interessati possono iscriversi alla lotteria telefonando a un numero dedicato (come indicato dall’organizzazione dell’evento).

Per chi non riuscisse a garantirsi l’accesso, la serata sarà comunque ripresa integralmente e resa disponibile con una premiere ufficiale su YouTube il 5 marzo.

Contesto artistico e significato dell’evento

L’iniziativa rappresenta una sintesi significativa della traiettoria artistica dei Dewaele.

Con 2manydjs, i fratelli belgi hanno da tempo ridefinito il concetto di DJ set, traducendo la pratica del mash-up e della coesistenza di generi in un linguaggio performativo riconosciuto globalmente.

 

Parallelamente, il loro progetto principale come Soulwax ha intrecciato rock, elettronica e performance dal vivo in forme ibride sin dalla metà degli anni Novanta.

L’esperienza a Abbey Road integra questi percorsi: da una parte il valore simbolico di uno spazio che ha segnato la storia della musica popolare, dall’altra l’approccio curatoriale e sperimentale dei 2manydjs e della loro etichetta e studio DEEWEE, fondati nel 2015 per sostenere una visione artistica autonoma e orientata alla ricerca sonora.

 

Con questo evento, l’abbattimento tra club culture contemporanea e cultura istituzionale della registrazione sonora trova un’espressione concreta, riportando il suono dal vinile alla performance in uno dei luoghi più iconici del patrimonio musicale mondiale.

Attivi dalla fine degli anni Novanta, i 2manydjs rappresentano l’alter ego DJ del progetto principale dei Dewaele, Soulwax.

Nati come band alternative rock a metà degli anni Novanta, i Soulwax hanno progressivamente sviluppato una traiettoria ibrida in cui strutture rock, elettronica, dance e sperimentazione convivono in modo organico.

Questo percorso parallelo ha permesso ai due fratelli di esplorare linguaggi differenti ma complementari: da un lato la dimensione del live set come band, dall’altro il DJing inteso come pratica di rilettura radicale dell’archivio musicale.

Con 2manydjs, i Dewaele hanno ridefinito il concetto di DJ set attraverso l’uso sistematico del mash-up e della sovrapposizione di brani appartenenti a generi ed epoche diverse. 

La pubblicazione di “As Heard on Radio Soulwax Pt. 2” ha rappresentato un punto di svolta in questo senso, imponendosi come un’opera capace di legittimare il mash-up come forma artistica autonoma e non come semplice esercizio di stile. 

Il DJ set diventa così uno spazio narrativo, in cui rock, pop, elettronica, disco e techno vengono trattati come materiali equivalenti all’interno di una stessa grammatica sonora.

DEEWEE, etichetta discografica e studio di registrazione avviati dai fratelli Dewaele nel 2015 a Ghent, nasce come spazio di lavoro e di ricerca, concepito per garantire un controllo diretto su ogni fase del processo creativo, dalla produzione alla pubblicazione.

Più che una semplice label, DEEWEE si configura come un hub multidisciplinare in cui convergono musica, tecnologia e arti visive, riflettendo l’estetica e il metodo di lavoro sviluppati nel corso degli anni tra Soulwax e 2manydjs.

Osservati nel loro insieme, Soulwax, 2manydjs e DEEWEE compongono un unico ecosistema artistico, fondato sulla contaminazione dei linguaggi e sulla rilettura critica della storia musicale.

 

L’evento agli Abbey Road Studios rappresenta una sintesi efficace di questa visione: un punto di incontro tra archivio e remix, tra spazio istituzionale e cultura club, in cui la tradizione non viene celebrata come monumento immobile, ma attivata come materia viva, pronta a essere reinterpretata.

Il prossimo 21 febbraio 2026 gli storici studi di registrazione Abbey Road Studios di Londra ospiteranno una serata senza precedenti: “Abbey Road After Hours”, una festa intima e prima “rave” ufficiale mai organizzata all’interno di Studio One, lo stesso spazio in cui sono state registrate incisioni leggendarie come “All You Need Is Love” dei Beatles.

L’evento avrà luogo dalle 20 e vedrà i fratelli David e Stephen Dewaele curare l’intera serata sotto il loro alias DJ 2manydjs, accompagnati da special guest ancora non annunciati.

Una delle caratteristiche distintive di questa serata è la presentazione in anteprima del nuovo sistema audio DEEWEE Soundsystem, un impianto ispirato al celebre setup del Paradise Garage di New York, progettato per restituire un’esperienza sonora immersiva e su misura per l’ambiente di Studio One.

La festa sarà inoltre arricchita da musica completamente nuova: secondo le comunicazioni degli organizzatori, i Soulwax registreranno materiale inedito il giorno prima nell’adiacente Studio Two, utilizzando l’equipaggiamento vintage dello storico complesso. Questi brani saranno poi registrati direttamente su vinile e suonati durante l’evento.

L’evento è concepito come esperienza esclusiva e l’accesso è limitato a soli 300 partecipanti.
Non essendo disponibili biglietti in vendita libera su piattaforme tradizionali, l’organizzazione ha previsto un sistema di assegnazione tramite public ballot

In un richiamo all’era pre-digitale dei rave, gli interessati possono iscriversi alla lotteria telefonando a un numero dedicato (come indicato dall’organizzazione dell’evento).

Per chi non riuscisse a garantirsi l’accesso, la serata sarà comunque ripresa integralmente e resa disponibile con una premiere ufficiale su YouTube il 5 marzo.

Contesto artistico e significato dell’evento

L’iniziativa rappresenta una sintesi significativa della traiettoria artistica dei Dewaele.

Con 2manydjs, i fratelli belgi hanno da tempo ridefinito il concetto di DJ set, traducendo la pratica del mash-up e della coesistenza di generi in un linguaggio performativo riconosciuto globalmente.

 

Parallelamente, il loro progetto principale come Soulwax ha intrecciato rock, elettronica e performance dal vivo in forme ibride sin dalla metà degli anni Novanta.

L’esperienza a Abbey Road integra questi percorsi: da una parte il valore simbolico di uno spazio che ha segnato la storia della musica popolare, dall’altra l’approccio curatoriale e sperimentale dei 2manydjs e della loro etichetta e studio DEEWEE, fondati nel 2015 per sostenere una visione artistica autonoma e orientata alla ricerca sonora.

 

Con questo evento, l’abbattimento tra club culture contemporanea e cultura istituzionale della registrazione sonora trova un’espressione concreta, riportando il suono dal vinile alla performance in uno dei luoghi più iconici del patrimonio musicale mondiale.

Attivi dalla fine degli anni Novanta, i 2manydjs rappresentano l’alter ego DJ del progetto principale dei Dewaele, Soulwax.

Nati come band alternative rock a metà degli anni Novanta, i Soulwax hanno progressivamente sviluppato una traiettoria ibrida in cui strutture rock, elettronica, dance e sperimentazione convivono in modo organico.

Questo percorso parallelo ha permesso ai due fratelli di esplorare linguaggi differenti ma complementari: da un lato la dimensione del live set come band, dall’altro il DJing inteso come pratica di rilettura radicale dell’archivio musicale.

Con 2manydjs, i Dewaele hanno ridefinito il concetto di DJ set attraverso l’uso sistematico del mash-up e della sovrapposizione di brani appartenenti a generi ed epoche diverse. 

La pubblicazione di “As Heard on Radio Soulwax Pt. 2” ha rappresentato un punto di svolta in questo senso, imponendosi come un’opera capace di legittimare il mash-up come forma artistica autonoma e non come semplice esercizio di stile. 

Il DJ set diventa così uno spazio narrativo, in cui rock, pop, elettronica, disco e techno vengono trattati come materiali equivalenti all’interno di una stessa grammatica sonora.

DEEWEE, etichetta discografica e studio di registrazione avviati dai fratelli Dewaele nel 2015 a Ghent, nasce come spazio di lavoro e di ricerca, concepito per garantire un controllo diretto su ogni fase del processo creativo, dalla produzione alla pubblicazione.

Più che una semplice label, DEEWEE si configura come un hub multidisciplinare in cui convergono musica, tecnologia e arti visive, riflettendo l’estetica e il metodo di lavoro sviluppati nel corso degli anni tra Soulwax e 2manydjs.

Osservati nel loro insieme, Soulwax, 2manydjs e DEEWEE compongono un unico ecosistema artistico, fondato sulla contaminazione dei linguaggi e sulla rilettura critica della storia musicale.

 

L’evento agli Abbey Road Studios rappresenta una sintesi efficace di questa visione: un punto di incontro tra archivio e remix, tra spazio istituzionale e cultura club, in cui la tradizione non viene celebrata come monumento immobile, ma attivata come materia viva, pronta a essere reinterpretata.

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